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Art. 303 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Prova qualità di erede: la notorietà non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualità di erede in un processo non può essere dimostrata tramite 'fatto notorio', anche se l'erede è una persona pubblicamente conosciuta. Il caso riguardava l'erede di un celebre calciatore che aveva riassunto un contenzioso tributario del defunto padre. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la sua legittimazione attiva. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso e sottolineando che la prova della qualità di erede deve essere fornita con documentazione idonea, non potendo il giudice basarsi sulla conoscenza comune o sulla fama dei soggetti coinvolti.
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Domicilio digitale: notifica valida a PEC del ReGindE
La Cassazione stabilisce che la notifica di un atto di appello è valida se inviata al domicilio digitale dell'avvocato risultante dai pubblici registri (ReGindE), anche se diverso da quello precedentemente indicato. L'Agenzia Fiscale aveva notificato un appello a una PEC aggiornata del difensore di una società importatrice, e la Corte ha ritenuto tale notifica legittima, superando l'eccezione di inammissibilità e chiarendo l'importanza del domicilio digitale nel processo telematico.
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