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Art. 30 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 30 Costituzione

Incentivo all’esodo: la tredicesima va inclusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo dell'incentivo all'esodo deve essere inclusa anche la tredicesima mensilità. La controversia nasceva dalla richiesta di un ex dipendente di un ente regionale che, dopo aver accettato un'offerta di risoluzione consensuale del rapporto, aveva contestato l'importo ricevuto, ritenendolo inferiore al dovuto proprio per la mancata inclusione della tredicesima nella base di calcolo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando le sentenze dei gradi precedenti e ribadendo il suo orientamento consolidato secondo cui il concetto di 'retribuzione lorda' comprende anche le mensilità aggiuntive, salvo diversa e specifica pattuizione contrattuale, che nel caso di specie mancava.
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Progressione di carriera: ricorso inammissibile
Una dipendente pubblica, prossima alla pensione, partecipava a una selezione per una progressione di carriera, ottenendo una posizione utile in graduatoria. A causa di ritardi dell'amministrazione nei controlli, veniva esclusa dalla promozione perché andata in pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso per risarcimento danni, non perché il ritardo fosse legittimo, ma per un vizio processuale: il ricorso non contestava una delle ragioni autonome e sufficienti della decisione d'appello, ovvero che il brevissimo tempo tra la scadenza dei controlli e la pensione non avrebbe comunque consentito di finalizzare la promozione.
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Video colloqui 41-bis: diritto anche in pandemia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando il diritto di un detenuto in regime speciale a effettuare video colloqui. La sentenza stabilisce che la normativa emergenziale per la pandemia Covid-19 ha creato una condizione di oggettiva difficoltà per le visite in presenza, legittimando così l'uso dei video colloqui 41-bis come strumento per garantire il fondamentale diritto del detenuto a mantenere i legami familiari.
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Legittimazione madre: assegno al figlio maggiorenne
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimazione della madre a costituirsi parte civile nel processo penale contro l'ex coniuge per il mancato versamento dell'assegno di mantenimento destinato alla figlia maggiorenne ma non economicamente autosufficiente. Secondo la Corte, il genitore convivente che provvede materialmente alle esigenze del figlio subisce un danno diretto dal reato, acquisendo un diritto autonomo e concorrente a quello del figlio a ricevere il contributo.
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Colloquio senza vetro divisorio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un detenuto in regime 41-bis a cui era stato negato un colloquio senza vetro divisorio con la madre anziana, non vista da diciassette anni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la concessione di tale modalità di incontro, al di fuori dei casi previsti per i minori, rientra nella discrezionalità dell'Amministrazione Penitenziaria. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva negato l'autorizzazione, è stata ritenuta ragionevole e adeguatamente motivata, poiché le esigenze di sicurezza del regime speciale prevalgono, salvo casi eccezionali la cui valutazione spetta all'amministrazione.
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Adozione mite: la Cassazione salva il legame coi nonni
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità, sottolineando l'importanza del legame con i nonni e criticando le valutazioni superficiali dei servizi sociali. Il caso riguarda una nonna che si opponeva all'adozione del nipote, i cui genitori erano tossicodipendenti. La Corte ha stabilito che prima di dichiarare l'adottabilità, misura considerata *extrema ratio*, è necessario un attento e attuale monitoraggio della capacità dei parenti, come la nonna, di accudire il minore, anche con il supporto di interventi esterni, valutando anche l'ipotesi di un'adozione mite.
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Revocazione donazione per figli: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione affronta il caso di una revocazione donazione per figli tra fratelli. Un fratello, dopo aver donato una somma di denaro all'altro per l'acquisto di un immobile, chiede la revoca a seguito della nascita di un figlio. La Corte chiarisce due principi fondamentali: primo, la conoscenza del concepimento al momento della donazione è irrilevante, conta solo la nascita successiva; secondo, stabilisce i limiti e le eccezioni per la produzione di nuove prove in appello. La sentenza è cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove documentali.
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