LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 3 Convenzione EDU — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 3 Convenzione EDU

Competenza territoriale immigrazione: Lecce vince su Roma
Un Richiedente Asilo, ospitato in un centro di accoglienza a Surbo (Lecce), ha impugnato un provvedimento di trasferimento in Germania. Il Tribunale di Lecce ha declinato la propria competenza, indicando il Tribunale di Roma. Quest'ultimo ha sollevato un conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **competenza territoriale immigrazione** spetta al Tribunale di Lecce. La decisione si basa sul principio di prossimità, considerando la posizione svantaggiata del cittadino straniero e il luogo della struttura di accoglienza. Il processo dovrà riprendere davanti al giudice competente.
Continua »
Detenzione inumana e spazio vitale: dubbi sul calcolo delle celle
Un ex detenuto ha chiesto il risarcimento per la detenzione inumana e spazio vitale insufficiente patita in carcere. Il Tribunale ha respinto la richiesta sostenendo che la superficie della stanza garantiva la soglia minima di tre metri quadrati per persona, escludendo dal conteggio soltanto il bagno. Il ricorrente ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La difesa ha dimostrato che la presenza di tre letti riduceva lo spazio calpestabile effettivo a soli due metri quadrati a testa. La Corte di Cassazione ha rilevato l'assenza di un orientamento giurisprudenziale uniforme sulle modalità di calcolo degli arredi. Per questo motivo ha rinviato la causa alla pubblica udienza per fissare un principio di diritto chiaro.
Continua »
Indennizzo per detenzione inumana: stop della Cassazione
Un cittadino ha richiesto l'indennizzo per detenzione inumana ai sensi dell'art. 35-ter O.P. a causa delle condizioni degradanti subite durante un periodo di carcerazione. Il Tribunale di Palermo aveva inizialmente rigettato la domanda, portando il ricorrente a rivolgersi alla Corte di Cassazione. Durante l'esame del ricorso, è emerso un vizio procedurale: la notifica dell'atto al Ministero della Giustizia non era stata eseguita correttamente e l'amministrazione non si era costituita in giudizio. Con l'ordinanza n. 3403/2023, la Suprema Corte ha sospeso la decisione nel merito, ordinando la rinnovazione della notifica presso l'Avvocatura Generale dello Stato entro trenta giorni. Tale passaggio è indispensabile per garantire la validità del processo e il rispetto del diritto di difesa dell'ente pubblico coinvolto.
Continua »
Detenzione inumana: risarcimento confermato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per un ex detenuto vittima di detenzione inumana. Nonostante lo spazio vitale in cella fosse leggermente superiore ai tre metri quadrati, il Tribunale aveva accertato condizioni degradanti, tra cui l'assenza di acqua calda corrente e la scarsità di attività trattamentali. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione contestando la valutazione dei fatti, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla dignità delle condizioni carcerarie spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminato in sede di legittimità.
Continua »
Competenza giudice risarcimento detenuti: la Cassazione
Un detenuto condannato all'ergastolo chiede un risarcimento per condizioni di detenzione inumane. Nasce un conflitto tra giudice civile e magistrato di sorveglianza. La Cassazione chiarisce la questione sulla competenza del giudice per il risarcimento detenuti: il ricorso per regolamento di competenza è inammissibile e la competenza spetta al magistrato di sorveglianza, anche per il solo ristoro economico.
Continua »