Un uomo, assolto da due distinti procedimenti penali, si è visto riconoscere solo una parziale riparazione per ingiusta detenzione. Il motivo? Per un certo periodo, le due misure cautelari si erano sovrapposte e in uno dei due casi gli era stato negato il diritto all'indennizzo. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione deve essere valutato autonomamente per ciascun procedimento. Il mancato riconoscimento in un caso non può giustificare una riduzione del risarcimento nell'altro, se l'imputato è stato assolto da entrambe le accuse e non ha contribuito a causare il proprio arresto. Il risarcimento deve essere integrale.
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