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Art. 297 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Retrodatazione custodia: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene sul tema della retrodatazione custodia cautelare, annullando un'ordinanza che negava la perdita di efficacia di una misura. La sentenza chiarisce il concetto di 'desumibilità' degli elementi d'accusa da atti precedenti: se le prove erano già sufficientemente chiare nel primo fascicolo, i termini della seconda misura cautelare devono essere retrodatati. La Corte ha dichiarato l'inefficacia della misura per alcuni capi d'imputazione e ha disposto un nuovo esame per un altro, a causa di una motivazione carente e contraddittoria del tribunale inferiore.
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Retrodatazione termini custodia cautelare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la retrodatazione dei termini di custodia cautelare. Il caso riguardava un indagato già detenuto per associazione mafiosa, colpito da una seconda ordinanza per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti basata sulle stesse intercettazioni. La Corte ha stabilito che il giudice del riesame non può limitarsi a citare la data di nuove informative di polizia per escludere la retrodatazione, ma deve verificare in modo sostanziale se le prove fossero già desumibili al momento della prima misura, censurando una motivazione meramente formale.
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Retrodatazione termini custodia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza di custodia cautelare, accogliendo il motivo sulla retrodatazione dei termini di custodia. Il caso riguardava un individuo destinatario di una seconda misura cautelare per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, basata su intercettazioni già note in un precedente procedimento per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame non ha adeguatamente motivato il carattere di novità delle prove addotte (nuove informative di polizia), omettendo di verificare se fossero una mera rielaborazione di materiale già acquisito. Di conseguenza, ha rinviato il caso per un nuovo esame che valuti concretamente se gli elementi probatori della seconda ordinanza fossero già desumibili dagli atti della prima, con conseguente applicazione della retrodatazione dei termini di custodia.
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Retrodatazione custodia cautelare: i limiti della Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che chiedeva la retrodatazione della custodia cautelare per reati connessi ma giudicati in procedimenti diversi. La Corte ha stabilito che, in assenza di identità del fatto, è necessaria la prova che gli indizi del secondo reato fossero già desumibili dagli atti del primo procedimento al momento della prima misura, un onere non soddisfatto nel caso di specie.
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