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Art. 2964 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 2964 Codice Civile

Responsabilità dell’Appaltatore: Difetti Edili, Impresa Condannata
I proprietari di un immobile hanno citato in giudizio un progettista e un'impresa edile per gravi difetti costruttivi. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha condannato entrambi al risarcimento. L'impresa edile ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la propria responsabilità esclusiva per i vizi di progettazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito il principio della responsabilità dell'appaltatore, che si presume responsabile per i difetti dell'opera, a meno che non dimostri di aver agito come mero esecutore (nudus minister) o di aver manifestato dissenso al progetto. L'impresa non ha fornito tale prova. La Corte ha quindi condannato l'impresa ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Rimborso IRAP: quando il passato non torna, la Cassazione chiarisce i limiti
L'Amministrazione Fiscale ha contestato la decisione di un giudice tributario regionale che aveva riconosciuto a un'Azienda il diritto al Rimborso IRAP per gli anni 2004-2006. L'Azienda aveva chiesto il rimborso per l'IRAP non dedotta su costo del lavoro e interessi passivi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa che permette la deducibilità analitica dell'IRAP e il conseguente rimborso si applica solo se il termine per la richiesta di rimborso era ancora valido al 28 dicembre 2011, il che esclude i periodi d'imposta anteriori al 28 dicembre 2007. Poiché gli anni in questione (2004-2006) sono precedenti a tale data, l'Azienda non aveva diritto a ulteriori rimborsi oltre a quelli già ricevuti per una deduzione forfettaria. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Fiscale, annullando la decisione precedente.
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Responsabilità solidale appalto: la Cassazione chiarisce i termini per l’Ente Previdenziale
L'Ente Previdenziale ha agito contro un Committente e un Appaltatore per ottenere contributi previdenziali non versati da un Subappaltatore. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo scaduto il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale nell'appalto. La Cassazione ha invece stabilito che tale termine non si applica alle azioni dell'Ente Previdenziale, per le quali vale solo il termine di prescrizione ordinario. La sentenza è stata cassata con rinvio, affermando che la responsabilità solidale del committente per i contributi è soggetta solo alla prescrizione.
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Decadenza benefici amianto: la domanda INPS non basta senza prova
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni Lavoratori che chiedevano i benefici contributivi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva già negato tali benefici, in parte per l'intervenuta decadenza benefici amianto e in parte per la mancata prova dell'esposizione. La Cassazione ha confermato che il termine di decadenza inizia dalla presentazione della domanda amministrativa all'INPS, anche se incompleta, e che l'onere della prova dell'esposizione all'amianto spetta al Lavoratore, non essendo sufficienti mere contestazioni alla CTU.
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Fondo di Garanzia INPS: stop agli stipendi senza causa
Un dipendente ha chiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per recuperare le ultime tre mensilità non pagate dalla propria azienda, successivamente dichiarata fallita. Il rapporto di lavoro era terminato oltre un anno prima dell'avvio della procedura fallimentare. Il lavoratore riteneva che il previo deposito del tentativo di conciliazione avesse bloccato il decorso dei termini temporali previsti dalla legge. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta del lavoratore. I giudici hanno stabilito che il tentativo di conciliazione ha natura puramente stragiudiziale e non equivale a una vera azione legale in tribunale. Pertanto, tale istanza non rileva per calcolare a ritroso l'anno utile per ottenere le retribuzioni insolute dal Fondo di Garanzia INPS.
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Prescrizione dei tributi erariali: perché non scade in 5 anni
Il Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per IRPEF e contributi consortili relativi agli anni dal 2003 al 2007, sostenendo che il debito fosse estinto per il decorso di cinque anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione dei tributi erariali e dei contributi di bonifica è di dieci anni e non di cinque. I giudici hanno chiarito che queste imposte non costituiscono prestazioni periodiche, poiché il presupposto del tributo viene verificato autonomamente anno per anno. Di conseguenza, si applica il termine di prescrizione ordinario decennale fin dall'origine, senza che sia necessaria la conversione del termine tramite una sentenza definitiva. Il Contribuente perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali.
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