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Art. 2931 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 2931 Codice Civile

Eccezione di inadempimento nell’appalto tra vizi e saldo
Una società committente affida i lavori di intonacatura di un edificio a un'impresa appaltatrice. Al termine delle opere, la committente riscontra evidenti difformità cromatiche e difetti sulle facciate, rifiutando il versamento del saldo. L'appaltatore riconosce i vizi e propone di eliminarli, pretendendo però il previo pagamento del prezzo residuo. Di fronte al blocco dei pagamenti, l'impresa avvia un'azione legale contro la committente e il suo legale rappresentante. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della committente. I giudici stabiliscono che l'eccezione di inadempimento nell'appalto consente al committente di sospendere il pagamento del corrispettivo fino alla reale eliminazione dei difetti. Il credito dell'appaltatore diventa infatti esigibile solo dopo la corretta esecuzione delle riparazioni. La Suprema Corte dichiara inoltre estraneo dal debito il rappresentante firmatario per conto della società committente.
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Successore titolo particolare: la sentenza è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29923/2023, ha chiarito che il successore a titolo particolare nel diritto controverso è vincolato dalla sentenza emessa nei confronti del suo dante causa. Nel caso specifico, gli acquirenti di unità immobiliari da una cooperativa hanno tentato di opporsi a una sentenza di regolamento di confini sfavorevole alla cooperativa stessa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che gli acquirenti, in qualità di successori, non possono essere considerati terzi e sono soggetti agli effetti del giudicato, a prescindere dalla trascrizione della domanda giudiziale.
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Estinzione del giudizio: l’accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso complesso di violazione delle distanze tra costruzioni. A seguito di un ricorso basato su nove motivi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia del ricorso e alla sua accettazione. La decisione evidenzia come la volontà delle parti possa porre fine a una controversia in qualsiasi fase del processo, anche davanti alla Suprema Corte.
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Appalto e vizi: il diritto al compenso non decade
Una società fornitrice di servizi di galvanizzazione ha fatto ricorso in Cassazione dopo essere stata condannata al risarcimento danni per lavori difettosi. La Suprema Corte, pur confermando la presenza dei vizi, ha accolto il motivo di ricorso relativo al mancato pagamento del corrispettivo. È stato stabilito che, in un contratto di appalto, se l'opera non è totalmente inutilizzabile e il cliente non chiede la risoluzione del contratto ma il risarcimento, il fornitore mantiene il diritto al pagamento per la parte di lavoro utilizzabile. L'eccezione di inadempimento del cliente ha solo un effetto sospensivo e non estingue il diritto al compenso dell'appaltatore.
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Risarcimento danni appalto: i rimedi alternativi
Un condominio ha citato in giudizio un'impresa edile per difetti nei lavori di impermeabilizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la condanna dell'impresa al pagamento dei costi di riparazione. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di pagamento di tali costi costituisce una valida domanda di risarcimento danni appalto, che rappresenta un rimedio alternativo e non subordinato alla richiesta di eliminazione diretta dei vizi. Inoltre, l'importo del risarcimento non è limitato dal prezzo originale del contratto.
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