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Art. 2927 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2927 Codice Civile

Azione revocatoria: no con garanzia superiore al debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione revocatoria non può essere accolta se il creditore possiede già una garanzia reale (come un'ipoteca) di valore di gran lunga superiore al debito. In un caso riguardante la donazione di un immobile tra ex coniugi in sede di separazione, la Corte ha annullato la decisione di merito, precisando che il creditore ha l'onere di dimostrare il concreto pregiudizio (eventus damni), ovvero che la garanzia esistente è di difficile o infruttuosa escussione. Inoltre, ha chiarito che i trasferimenti patrimoniali previsti in un accordo di separazione non simulato costituiscono adempimento di un'obbligazione e non sono facilmente revocabili.
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Accertamento bancario: conti di terzi e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15103/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento bancario esteso ai conti correnti dei familiari, qualora sussistano elementi sintomatici che ne facciano presumere la riconducibilità al contribuente. Viene inoltre ribadito che, a fronte delle presunzioni legali, spetta al contribuente fornire la prova contraria, non essendo sufficiente una generica contestazione.
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Processo tributario telematico: ammesso il deposito misto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11729/2025, ha stabilito che nel processo tributario telematico è ammissibile il deposito di un atto in formato digitale anche se il giudizio era iniziato in modalità cartacea. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile un atto per questo motivo, sottolineando che l'eccessivo formalismo va evitato quando l'atto ha raggiunto il suo scopo e non ha leso il diritto di difesa. Il caso riguardava l'impugnazione di cartelle di pagamento per contributi di bonifica.
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Società di fatto: prova e oneri per il Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro un accertamento fiscale basato sull'esistenza di una società di fatto. La Corte ha ribadito che, ai fini fiscali, non basta l'apparenza esterna, ma l'Amministrazione Finanziaria deve provare l'effettiva esistenza degli elementi costitutivi del vincolo societario, anche tramite presunzioni. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali, tra cui la mancata specificità dei motivi e il tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Retribuzione convenzionale: prova e oneri del datore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda, confermando la decisione di merito che riconosceva il diritto di alcuni lavoratori a differenze retributive. Il caso verteva sulla prassi di corrispondere una retribuzione convenzionale superiore a quella risultante in busta paga, con pagamenti parzialmente in nero. La Corte ha stabilito che la prova di tale accordo può basarsi su presunzioni e testimonianze, anche di altri lavoratori coinvolti in cause connesse. In assenza di un provato patto di conglobamento, la maggiore retribuzione si intende dovuta per la sola prestazione ordinaria, gravando sul datore di lavoro l'onere di dimostrare il contrario.
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