La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per un ex Direttore Generale di un ente pubblico di restituire le somme incassate come diritti di rogito tra il 2000 e il 2006. L'ente aveva richiesto la restituzione poiché tali compensi erano stati erogati in violazione della contrattazione collettiva e del principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione ha il dovere di procedere alla ripetizione dell'indebito quando i pagamenti contrastano con i contratti collettivi, risultando nulli. Non rileva la buona fede del dipendente o la volontarietà del pagamento iniziale, poiché non si consolidano diritti acquisiti su somme non dovute. Inoltre, i compensi erano confluiti nel fondo per la retribuzione di risultato senza che fossero stati definiti o verificati gli obiettivi annuali previsti dalla legge.
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