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Art. 282 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 282 Codice di Procedura Civile

Fermo Amministrativo: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società cessionaria di un credito IVA si è vista negare il rimborso a causa di un fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate per un debito fiscale della società cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fermo amministrativo perde la sua efficacia e diventa illegittimo nel momento in cui una sentenza, anche se non ancora definitiva, annulla il debito fiscale che ne era il presupposto. La Corte ha chiarito che la 'ragione di credito' dell'Amministrazione viene meno con la pronuncia del giudice, rendendo la misura cautelare non più giustificabile.
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Società di comodo e IVA: la Cassazione si adegua all’UE
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento che la qualificava come società di comodo per l'anno 2014. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha cassato la sentenza di merito. La decisione è fondamentale perché, allineandosi a una pronuncia della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che la normativa italiana sulle società di comodo non può automaticamente precludere il diritto alla detrazione dell'IVA, a meno che l'Amministrazione finanziaria non provi una frode o un abuso. Per le imposte dirette, invece, ha ribadito che il contribuente può sempre fornire la prova contraria dimostrando l'esistenza di situazioni oggettive che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi.
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Giudizio di ottemperanza: è necessaria la mora?
Un contribuente avvia un giudizio di ottemperanza per il recupero delle spese legali non pagate dall'amministrazione finanziaria. La Commissione Tributaria dichiara il ricorso inammissibile per mancata preventiva messa in mora. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità di tale adempimento dopo la riforma del 2015, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per risolvere la questione di diritto.
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Giudizio di ottemperanza: i requisiti di accesso
Un contribuente, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole per il pagamento delle spese legali, avviava un giudizio di ottemperanza contro un ente impositore inadempiente. La Commissione Tributaria dichiarava il ricorso inammissibile per mancata preventiva messa in mora. La Corte di Cassazione, investita della questione, rileva un contrasto giurisprudenziale interno sui requisiti necessari per avviare tale azione dopo le riforme del 2015. Data l'incertezza e l'importanza della questione, la Corte ha rimesso la causa a una pubblica udienza per una decisione nomofilattica, senza decidere nel merito.
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Giudizio di ottemperanza: l’unico rimedio fiscale
Un avvocato ha chiesto l'esecuzione di una sentenza tributaria per le spese legali attraverso un giudizio di ottemperanza. Il tribunale di primo grado ha respinto la richiesta, indirizzandolo all'esecuzione civile. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il giudizio di ottemperanza è l'unico e obbligatorio rimedio per far rispettare le sentenze tributarie contro gli enti pubblici, anche per semplici pagamenti, in seguito alle riforme del 2015.
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