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Art. 2777 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2777 Codice Civile

Amministratrice condannata: l’omesso versamento ritenute previdenziali non perdona
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Amministratrice di Società, condannata per l'omesso versamento ritenute previdenziali e assistenziali dei dipendenti. L'Amministratrice contestava la notifica della diffida INPS e la valutazione dei modelli DM10 come prova del pagamento delle retribuzioni. La Suprema Corte ha ribadito che la notifica si perfeziona anche con firma illeggibile o compiuta giacenza, e che i modelli DM10 sono prova sufficiente del pagamento degli stipendi e della consapevolezza dell'obbligo. Ha inoltre confermato l'esclusione della prescrizione e l'improponibilità della richiesta di continuazione in Cassazione. L'Amministratrice ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Omesso versamento IVA: Rottamazione ter e crisi aziendale non scusano
Un Amministratore di una società di trasporti è stato condannato per omesso versamento IVA, non avendo pagato 343.788 euro di imposta dovuta per il 2015. L'imputato ha sostenuto di aver aderito alla 'rottamazione ter' e che una grave crisi di liquidità aziendale configurasse forza maggiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la 'rottamazione ter' non era in fase di estinzione al momento del dibattimento e che la crisi non era imprevedibile, né giustificava la priorità di altri pagamenti rispetto all'IVA. La condanna per omesso versamento IVA è stata confermata.
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Omesso versamento IVA: tra crisi aziendale e tenuità del fatto
L'amministratore di una società subisce una condanna per il reato di omesso versamento IVA relativo a due annualità fiscali, superando le soglie di legge. L'imprenditore giustifica il mancato pagamento con una grave crisi di liquidità aziendale, causata dall'inadempimento dei clienti e dal blocco dei conti bancari, preferendo pagare i salari dei dipendenti. La Corte di Cassazione respinge la tesi difensiva sulla carenza di colpevolezza: le difficoltà economiche e la scelta di pagare gli stipendi rientrano nel rischio d'impresa e non cancellano il dolo. Tuttavia, i giudici accolgono il ricorso per un errore di calcolo commesso dalla Corte d'Appello sull'eccedenza rispetto alla soglia penale. La Suprema Corte annulla parzialmente la sentenza, rinviando gli atti per verificare se l'imputato possa beneficiare della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Omesso versamento ritenute previdenziali: il DM10 condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro condannato per l'omesso versamento ritenute previdenziali per oltre 29.000 euro. L'imputato sosteneva che i modelli DM10 non provassero l'effettivo pagamento degli stipendi e invocava un conflitto di doveri tra il pagamento delle retribuzioni e quello dei contributi. I giudici hanno chiarito che i modelli DM10 (oggi UNIEMENS) costituiscono piena prova della corresponsione delle retribuzioni, in quanto compilati dallo stesso datore di lavoro. Inoltre, il reato richiede solo il dolo generico, escludendo qualsiasi giustificazione legata alla crisi aziendale se gli stipendi sono stati comunque versati. Di conseguenza, la condanna a tre mesi di reclusione è stata confermata, con l'aggiunta di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Omesso versamento di ritenute: stipendi pagati ma resta il reato
L'Amministratore di una società è stato condannato a sei mesi di reclusione per il reato di omesso versamento di ritenute per oltre 221mila euro. In primo grado era stato assolto perché il giudice aveva ritenuto che la crisi aziendale e la necessità di pagare gli stipendi ai dipendenti escludessero la colpevolezza. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, e la Corte di Cassazione ha confermato la condanna. I giudici hanno chiarito che la crisi di liquidità e la scelta di pagare i lavoratori anziché il fisco non costituiscono una causa di forza maggiore. Trattenere le somme e usarle per altri scopi aziendali dimostra l'intenzione di non pagare le tasse, configurando pienamente il reato.
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