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Art. 277 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 277 Codice di Procedura Civile

Plusvalenza da cessione terreno: il Fisco ricalcola e non annulla
Una contribuente vendeva un'area edificabile incassando un acconto nel 2008 e il saldo nel 2011. L'Agenzia delle Entrate ha tassato l'intero prezzo nel 2008 generando una plusvalenza da cessione terreno. Il giudice di secondo grado ha annullato del tutto l'atto fiscale accertando che nel 2008 era stato versato solo l'acconto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco: il giudice tributario non deve annullare interamente la pretesa se riconosce l'infondatezza solo parziale dell'atto. Egli deve invece rideterminare l'importo corretto basandosi sulla somma effettivamente incassata nell'anno di riferimento. La causa torna alla commissione tributaria per il ricalcolo dell'imposta dovuta sull'acconto.
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Corrispondenza tra chiesto e pronunciato: errore del giudice
Una comproprietaria contesta l'operato del proprio procuratore nella vendita di un terreno destinato a parcheggi. Gli acquirenti ottengono la risoluzione del contratto per inadempimento. In appello, il procuratore chiede il risarcimento dei danni diretti per la mancata realizzazione dei suoi parcheggi. La Corte d'Appello condanna invece la comproprietaria a rimborsare al procuratore i quattro quinti dei danni da lui dovuti agli acquirenti. La Cassazione accoglie il ricorso della comproprietaria: il giudice non può ripartire internamente una responsabilità risarcitoria diversa da quella richiesta. Viene così violato il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, poiché il giudice ha deciso su una domanda di regresso mai formulata, confondendola con una semplice richiesta di risarcimento danni diretti.
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Riscatto agrario: onere della prova e non contestazione
Un coltivatore ha agito per esercitare il diritto di riscatto agrario su un terreno confinante, ma la sua domanda è stata respinta per mancata prova dei requisiti soggettivi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'onere della prova nel riscatto agrario grava sempre su chi intende esercitare il diritto. Il principio di non contestazione non si applica a fatti personali del richiedente, che la controparte non può ragionevolmente conoscere.
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Agevolazioni prima casa lusso: no alla retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che le agevolazioni prima casa lusso, introdotte con una normativa più favorevole nel 2014, non possono essere applicate retroattivamente a compravendite precedenti. Il caso riguardava un contribuente a cui erano state negate le agevolazioni per l'acquisto di un immobile ritenuto di lusso secondo le vecchie regole. La Suprema Corte ha annullato la decisione dei giudici di merito, che avevano errato sia sull'applicazione della legge nel tempo sia sulla motivazione relativa al calcolo della superficie dell'immobile, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Appello inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
Una società immobiliare ha impugnato una sentenza che, pur respingendo una domanda riconvenzionale della banca avversaria, lo faceva per motivi procedurali e non di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che non si può impugnare una decisione favorevole. La parte che vince, anche se per ragioni diverse da quelle sperate, non ha interesse ad agire e quindi non può presentare un appello inammissibile.
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