La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10174/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna accusata di essere partecipe di un'associazione mafiosa. La ricorrente, moglie di un boss, era accusata di custodire e gestire il denaro del clan dopo l'arresto del marito. La Corte ha stabilito che tale ruolo, implicando un contatto diretto con i vertici e una funzione fiduciaria nella gestione delle finanze, costituisce un grave indizio di intraneità al sodalizio, superando la mera contiguità o il favoreggiamento.
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