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Art. 275-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 275-bis Codice di Procedura Penale

Permesso orario e fuga lontana: scatta il reato di evasione
Un uomo sottoposto a detenzione domiciliare con braccialetto elettronico godeva di un permesso di uscita giornaliero tra le ore 10:00 e le 12:00 per comprovate esigenze di vita. Il soggetto ha manomesso il congegno di controllo e, alle ore 11:45, si trovava già a centinaia di chilometri di distanza dal domicilio prefissato. Di fronte all'accusa, la difesa ha sostenuto che il fatto integrasse soltanto un tentativo e non la consumazione dell'illecito. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva. I giudici hanno chiarito che l'impossibilità oggettiva di rientrare nei termini orari prestabiliti e la manomissione del dispositivo integrano pienamente il reato di evasione consumato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese.
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Inammissibilità ricorso permesso premio: la Cassazione chiarisce la via giusta
Un detenuto, condannato all'ergastolo per gravi reati tra cui omicidi e associazione mafiosa, ha richiesto un permesso premio. Il Magistrato di Sorveglianza ha dichiarato la sua istanza inammissibile. Il detenuto ha presentato ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'inammissibilità del ricorso diretto per Cassazione è la regola per le decisioni sui permessi premio. Ha quindi riqualificato l'impugnazione come reclamo, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Sorveglianza competente. Questo assicura che la procedura corretta sia seguita per la richiesta di un permesso premio.
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Concorso in Evasione: fuga con braccialetto manomesso, niente sconti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti per il reato di concorso in evasione. Un uomo, detenuto presso una comunità con braccialetto elettronico, è fuggito dopo aver manomesso il dispositivo e scavalcato le mura di cinta, grazie all'aiuto decisivo di un complice. I giudici hanno ritenuto che le modalità sfacciate della fuga e la personalità negativa degli imputati non permettessero la concessione di attenuanti generiche. La Corte ha quindi dichiarato i ricorsi inammissibili, rendendo la condanna definitiva e stabilendo che chi aiuta un'evasione ne condivide pienamente la responsabilità penale.
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Revoca affidamento in prova: inaffidabilità esclude il braccialetto
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'affidamento in prova per un condannato che aveva violato l'obbligo di presentarsi agli incontri con i servizi sociali. I giudici hanno stabilito che la sua totale inaffidabilità rendeva impossibile non solo la prosecuzione della misura, ma anche la concessione della detenzione domiciliare. La Corte ha chiarito un principio importante: quando un giudice ritiene una persona del tutto inadatta alla detenzione domiciliare, questa valutazione negativa include implicitamente anche l'impossibilità di utilizzare il braccialetto elettronico. Di conseguenza, il ricorso del condannato è stato respinto.
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Delitto di evasione e braccialetto elettronico
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità per il delitto di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal domicilio nonostante la misura cautelare. Il ricorrente sosteneva la mancanza di dolo, affermando di credere di essere sottoposto solo a un divieto di dimora. La Corte ha giudicato tale tesi inverosimile, dato che la misura degli arresti domiciliari era stata letta in udienza alla presenza dell'imputato, il quale aveva anche acconsentito all'uso del braccialetto elettronico.
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