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Art. 275-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 275-bis Codice di Procedura Penale

Aggravamento misura cautelare: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di aggravamento misura cautelare che sostituiva gli arresti domiciliari con la custodia in carcere. La decisione è stata motivata dalle ripetute e gravi violazioni delle prescrizioni da parte dell'imputato, tra cui la commissione di nuovi reati e l'allontanamento dal domicilio, ritenute indicative di un'inaffidabilità tale da rendere inadeguata qualsiasi misura meno afflittiva del carcere.
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Vincolo associativo e prova per la custodia cautelare
La Corte di Cassazione, con la sentenza 47632/2024, ha rigettato il ricorso di due indagati contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la prova del vincolo associativo può essere desunta da elementi fattuali come la pluralità dei reati, la ripartizione dei ruoli e la solidarietà tra i membri, confermando che il tempo trascorso dai fatti non esclude di per sé l'attualità del pericolo di reiterazione del reato.
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Divieto di avvicinamento: braccialetto obbligatorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza 42892/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di violenza di genere. Analizzando un caso di stalking, ha chiarito che l'applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento deve essere sempre accompagnata dall'uso del braccialetto elettronico. La Corte ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva omesso tale prescrizione, oltre a non specificare i luoghi e la distanza minima di 500 metri, ritenendo queste indicazioni non più discrezionali ma obbligatorie per il giudice a seguito delle recenti riforme legislative.
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Violazione arresti domiciliari: revoca quasi automatica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8630/2024, ha stabilito che la violazione arresti domiciliari, se non di 'lieve entità', comporta la revoca obbligatoria della misura e il ripristino della custodia in carcere. Nel caso specifico, l'incontro con un soggetto dedito allo spaccio ha escluso la lieve entità, rendendo automatica la decisione di aggravamento senza una nuova valutazione delle esigenze cautelari o di misure alternative come il braccialetto elettronico.
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