LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2726 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 2726 Codice Civile

Diffida ad adempiere: quando non è legittima
Un promittente venditore di un terreno agricolo ha inviato una diffida ad adempiere ai promissari acquirenti, chiedendo poi la risoluzione del contratto. I tribunali, fino alla Cassazione, hanno dato torto al venditore. La Corte ha stabilito che la diffida ad adempiere è uno strumento a disposizione della parte adempiente, non di quella che è essa stessa in torto. Nel caso specifico, i compratori avevano regolarmente effettuato i pagamenti concordati, anche estinguendo debiti del venditore con le banche, mentre il venditore si era ingiustificatamente rifiutato di procedere alla vendita definitiva.
Continua »
Composizione collegiale: nullità se il giudice è unico
Un avvocato ha citato in giudizio l'erede del suo defunto cliente per ottenere il pagamento dei compensi professionali. Il caso, che per legge richiede una composizione collegiale del tribunale, è stato invece istruito e trattato da un giudice unico prima della decisione finale del collegio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, dichiarando la nullità del procedimento e della conseguente ordinanza di pagamento. La Corte ha stabilito che la violazione della regola sulla composizione collegiale rende invalida l'intera procedura, cassando la decisione e rinviando la causa al Tribunale per un nuovo giudizio.
Continua »
Inadempimento contratto preliminare: le novità
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di inadempimento contratto preliminare, stabilendo che il promissario acquirente può legittimamente rifiutarsi di stipulare il rogito in assenza del certificato di abitabilità. La Corte ha rigettato il ricorso del costruttore, che pretendeva somme aggiuntive basate su un accordo superato da una scrittura successiva, confermando la sua malafede. È stato invece accolto il ricorso incidentale degli acquirenti, riconoscendo il loro diritto a specificare la richiesta di risarcimento danni anche in una fase successiva del processo, secondo le norme procedurali applicabili all'epoca.
Continua »
Simulazione contratto preliminare: la prova decisiva
Un creditore contesta un contratto preliminare di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo si tratti di una simulazione contratto preliminare volta a sottrarre beni alla garanzia patrimoniale. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, accogliendo la tesi del creditore. La sentenza chiarisce che, a fronte di seri indizi di simulazione, spetta alle parti del contratto dimostrare l'effettività dell'accordo, in particolare provando l'avvenuto pagamento del prezzo. La Corte ha ritenuto irrilevante la rinuncia parziale alla domanda da parte dell'acquirente nei confronti di uno dei venditori, data la scindibilità delle posizioni.
Continua »
Diritto al contraddittorio: decisione nulla prima del termine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di una Corte d'Appello che aveva deciso una causa prima della scadenza del termine concesso alle parti per depositare memorie difensive. La violazione del diritto al contraddittorio, principio cardine del giusto processo, ha reso la decisione nulla, imponendo un nuovo esame della questione.
Continua »
Modifica domanda processo del lavoro: i limiti
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i rigidi limiti alla modifica della domanda nel processo del lavoro. Il caso riguarda un agente che ha perso la causa per violazione del patto di esclusiva, non solo per non aver provato il suo diritto, ma anche per aver tentato una modifica inammissibile della domanda iniziale. La Corte ha ribadito che qualsiasi cambiamento sostanziale dei fatti a fondamento della richiesta è precluso dopo gli atti introduttivi, salvo gravi motivi autorizzati dal giudice. Questo principio sulla modifica domanda processo del lavoro è stato decisivo per confermare la sentenza di rigetto.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per responsabilità professionale avvocato. Il caso verteva su un presunto errore del legale in un procedimento di pignoramento. La Corte ha stabilito che il ricorso era una richiesta di riesame dei fatti, non una censura per violazione di legge, ribadendo che la valutazione del nesso causale e delle prove spetta ai giudici di merito.
Continua »
Omessa pronuncia: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di una omessa pronuncia su specifici motivi di gravame. Il caso, originato da una complessa compravendita immobiliare del 1988, vedeva contrapposti acquirenti e venditori su questioni di risarcimento danni, rimborso spese e validità degli atti. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi degli acquirenti, rilevando che i giudici di secondo grado non si erano espressi su una domanda di risarcimento per il ritardo nella trascrizione dell'atto e su un motivo d'appello relativo al rimborso delle spese per la cancellazione di ipoteche. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Falso giuramento e risarcimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21596/2025, affronta un caso di risarcimento per falso giuramento. La Corte ha stabilito che, se un processo penale si conclude con l'annullamento della condanna per prescrizione, il giudice civile non è vincolato da quella decisione. Per accertare il danno, deve riesaminare autonomamente tutte le prove, come le quietanze di pagamento, che possono prevalere sulle testimonianze, specialmente se non si tratta di confessioni dirette alla controparte.
Continua »