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Art. 2723 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 2723 Codice Civile

Prova testimoniale retribuzione: i limiti nel rito del lavoro
Un lavoratore del settore della ristorazione ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che, ammettendo la prova testimoniale retribuzione, aveva ridotto la somma dovutagli dal datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che nel rito del lavoro la prova dei pagamenti delle retribuzioni può essere fornita con qualsiasi mezzo, superando i limiti di valore previsti dal codice civile, grazie ai poteri istruttori del giudice.
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Patto di non concorrenza: valido con fisso mensile?
Un lavoratore contesta la validità di un patto di non concorrenza, sostenendo che il corrispettivo mensile fisso in un contratto a tempo indeterminato fosse indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che un criterio predeterminato, come una cifra mensile fissa, rende il corrispettivo sufficientemente determinabile, escludendone la nullità. Le altre censure, relative a una penale, sono state dichiarate inammissibili.
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Dispensa dal servizio docente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della dispensa dal servizio di una docente dopo due valutazioni negative consecutive del suo anno di prova. La sentenza chiarisce che le violazioni procedurali di decreti ministeriali, considerati direttive amministrative e non leggi, non rendono automaticamente illegittimo il provvedimento. Inoltre, viene ribadito che la contestazione del mancato apprezzamento delle prove deve colpire il nucleo centrale della decisione del giudice di merito e non può limitarsi a riproporre istanze istruttorie.
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Prova rapporto di lavoro: onere a carico del lavoratore
Un lavoratore si oppone all'esclusione del suo credito da lavoro dallo stato passivo di una società fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 78/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'onere della prova del rapporto di lavoro subordinato grava interamente sul lavoratore che intende far valere il proprio credito. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito.
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Orario di lavoro: onere della prova e prescrizione
Un lavoratore, assunto con contratto part-time, ha dimostrato in tribunale di aver costantemente svolto un orario di lavoro a tempo pieno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo i principi sull'onere della prova per le ore di lavoro supplementare. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti salariali si sospende in presenza di tutele di stabilità reale del posto di lavoro, correggendo il riferimento normativo dalla corte d'appello (Legge Fornero anziché Jobs Act) ma confermando la decisione nel merito.
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Retribuzione convenzionale: prova e oneri del datore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda, confermando la decisione di merito che riconosceva il diritto di alcuni lavoratori a differenze retributive. Il caso verteva sulla prassi di corrispondere una retribuzione convenzionale superiore a quella risultante in busta paga, con pagamenti parzialmente in nero. La Corte ha stabilito che la prova di tale accordo può basarsi su presunzioni e testimonianze, anche di altri lavoratori coinvolti in cause connesse. In assenza di un provato patto di conglobamento, la maggiore retribuzione si intende dovuta per la sola prestazione ordinaria, gravando sul datore di lavoro l'onere di dimostrare il contrario.
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