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Art. 2717 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 2717 Codice Civile

Accertamento induttivo: costi sempre deducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32891/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di accertamento induttivo. Il caso riguardava un socio di una S.r.l. a cui era stato notificato un avviso di accertamento per redditi da partecipazione non dichiarati. La Corte ha accolto il motivo di ricorso del contribuente relativo al mancato riconoscimento dei costi, affermando che anche in un accertamento basato su presunzioni, l'amministrazione finanziaria deve tener conto dei costi, anche forfettari, per rispettare il principio di capacità contributiva. Sono stati invece rigettati i motivi sulla decadenza dell'azione accertatrice e sulla presunzione di distribuzione degli utili.
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Compensazione debito pagato: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che chiedeva la compensazione di un debito tributario già pagato. La sentenza chiarisce che il pagamento estingue il debito, facendo venir meno il presupposto della reciprocità dei debiti necessario per la compensazione. Il ricorrente non ha contestato questa specifica motivazione (ratio decidendi), rendendo il suo appello inammissibile.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Una società ha impugnato un preavviso di ipoteca, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La commissione tributaria regionale ha respinto l'appello con una sentenza che la Corte di Cassazione ha successivamente annullato per motivazione apparente. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici d'appello si erano limitati a rinviare alla decisione di primo grado senza affrontare le specifiche censure mosse, violando l'obbligo di fornire una motivazione effettiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Disconoscimento copia: quando è valido in giudizio?
Un contribuente ha impugnato un pignoramento, contestando la notifica di un atto presupposto attraverso il disconoscimento della copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un generico disconoscimento copia non è sufficiente. È necessario specificare gli elementi di difformità rispetto all'originale. La Corte ha inoltre chiarito che l'ente riscossore non è obbligato a produrre in giudizio l'originale dell'atto notificato.
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