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Art. 2714 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 2714 Codice Civile

Scrittura privata: quando vale la firma mancante?
La Cassazione chiarisce che la produzione in giudizio di una scrittura privata non firmata dall'acquirente non sana il vizio se fatta dagli eredi e se l'offerta è stata revocata. Il caso riguardava una rivendicazione di proprietà contrastata da un accordo del 1979.
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Usucapione bene demaniale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10927/2024, ha rigettato il ricorso di due sorelle che rivendicavano una servitù di passaggio su un'area facente parte di un palazzo storico. Il punto centrale della controversia riguarda l'impossibilità dell'usucapione su un bene demaniale. La Corte ha ribadito che il possesso esercitato su un bene appartenente al demanio pubblico è giuridicamente inefficace ai fini dell'acquisto di un diritto per usucapione. Tale possibilità sorge solo dopo l'eventuale atto di sdemanializzazione, che non ha effetti retroattivi.
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Impugnazione incidentale tardiva: sempre ammissibile
Un avvocato, la cui richiesta di risarcimento danni per interruzione dell'attività professionale era stata respinta in appello per carenza di prove, ha presentato ricorso in Cassazione. Tra i vari motivi, contestava l'ammissibilità di un'impugnazione incidentale tardiva presentata dal condominio. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi, confermando un principio consolidato: l'impugnazione incidentale tardiva è sempre ammissibile quando l'appello principale mette in discussione l'assetto di interessi definito dalla sentenza di primo grado, garantendo così la tutela completa delle parti.
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Simulazione vendita: prova e diritti degli eredi
In una causa di divisione ereditaria, gli eredi contestavano una vendita di quote societarie tra il padre defunto e un fratello, sostenendo fosse una donazione mascherata. La Cassazione ha confermato che si trattava di una simulazione vendita, chiarendo un punto cruciale: gli eredi che agiscono per tutelare la propria quota di legittima sono considerati 'terzi' e possono quindi provare la simulazione con ogni mezzo, inclusi testimoni e presunzioni, senza i limiti previsti per le parti contrattuali. La Corte ha però annullato la sentenza per un errore di calcolo nel conguaglio divisionale, rinviando il caso alla Corte d'Appello per la correzione.
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