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Art. 270-sexies Codice Penale — Anno 2023

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Autoaddestramento Terroristico: Download non basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per autoaddestramento terroristico. Un uomo era stato accusato per aver scaricato e catalogato materiale di propaganda ISIS su come usare armi ed esplosivi. Secondo i giudici, la sola acquisizione di informazioni, anche se vasta e organizzata, non è sufficiente per integrare il reato. Per la condanna serve la prova di comportamenti concreti e 'univoci', cioè che dimostrino senza dubbio l'intenzione di passare dalla teoria alla pratica terroristica. Mancando questi elementi ulteriori, come contatti con terroristi o l'acquisto di materiali, l'accusa non regge. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame.
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Auto-addestramento terrorismo: anche piani maldestri portano in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un individuo accusato di auto-addestramento con finalità di terrorismo. L'uomo aveva seguito corsi online per costruire esplosivi, tentato di acquistare ingenti quantità di polvere da sparo e manifestato l'intenzione di colpire specifici bersagli. Secondo la Corte, per configurare questo reato non è necessario che l'attentato sia già stato preparato nel dettaglio. È sufficiente la dimostrazione che l'indagato abbia acquisito una concreta capacità tecnica, la volontà di agire e che la sua condotta rappresenti un pericolo effettivo, anche se le sue azioni possono apparire 'maldestre'. La combinazione di apprendimento tecnico, intenzioni e atti preparatori integra il pericolo concreto richiesto dalla norma.
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Fondi al terrorismo: Cassazione valida vecchie prove telefoniche
Un uomo, sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver inviato denaro in Bosnia per il finanziamento del terrorismo, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La sua difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei tabulati telefonici, acquisiti con una legge meno restrittiva di quella attuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: i dati raccolti legittimamente secondo la normativa vigente all'epoca restano utilizzabili se supportati da altri elementi di prova. La misura cautelare è stata quindi confermata, ritenendo sussistenti i gravi indizi del reato.
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