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Art. 270 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Altri anni per Art. 270 Codice di Procedura Penale

Retrodatazione custodia cautelare: la Cassazione decide
Un indagato, sottoposto a misura cautelare per narcotraffico, ha richiesto la retrodatazione dei termini di custodia in virtù di un precedente provvedimento restrittivo. La Corte di Cassazione, con la sentenza 45438/2024, ha accolto il ricorso su questo punto specifico. La Corte ha ritenuto carente la motivazione del Tribunale del Riesame che aveva negato la retrodatazione custodia cautelare, non avendo spiegato adeguatamente perché gli elementi del secondo procedimento non fossero già desumibili dagli atti del primo. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame sulla questione.
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Utilizzabilità prove chat cifrate: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato in custodia cautelare per tentato traffico internazionale di droga. La difesa contestava l'utilizzabilità delle prove provenienti da una chat cifrata, acquisite tramite Ordine di Indagine Europeo. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità delle prove, ribadendo i principi stabiliti dalle Sezioni Unite sulla circolazione della prova tra Stati UE e sottolineando che spetta alla difesa l'onere di dimostrare specifiche violazioni dei diritti fondamentali, non riscontrate nel caso di specie.
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Inutilizzabilità intercettazioni: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per reati di droga e agevolazione mafiosa. La decisione si fonda principalmente sulla questione della inutilizzabilità intercettazioni, eseguite dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari. La Corte ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione sulla sussistenza del reato associativo e dell'aggravante mafiosa, sottolineando la necessità di prove concrete che vadano oltre la semplice reiterazione di condotte di spaccio.
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Prove dall’estero: la Cassazione su Sky Ecc e OIE
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45843/2024, ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la piena utilizzabilità delle chat criptate ottenute dalla Francia. Il caso verteva sull'acquisizione di prove dall'estero tramite Ordine di Indagine Europeo (OIE). La Corte ha ribadito che tali prove, già in possesso dell'autorità estera, possono essere acquisite e utilizzate nel processo italiano secondo le regole sulla circolazione probatoria (art. 270 c.p.p.), applicando il principio del mutuo riconoscimento e la presunzione di rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri.
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Custodia cautelare mafia: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per associazione di stampo mafioso. La sentenza analizza la legittimità del diniego di rinvio dell'udienza, l'uso di intercettazioni da altri procedimenti e i criteri per valutare la gravità indiziaria basata su dichiarazioni di collaboratori e prove documentali. Il ricorso dell'indagato è stato respinto, consolidando i principi sulla custodia cautelare mafia.
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Corruzione propria: Cassazione chiarisce e prescrive
La Corte di Cassazione ha analizzato un complesso caso di corruzione vedendo coinvolto un funzionario pubblico e diversi imprenditori. La Corte ha distinto i reati in corruzione propria per atti contrari ai doveri d'ufficio e corruzione funzionale. A causa di questa riqualificazione e del tempo trascorso, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Tuttavia, sono state confermate le statuizioni civili a favore di un Comune e la confisca delle somme illecite, sottolineando che l'estinzione del reato non cancella le conseguenze patrimoniali.
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Utilizzabilità intercettazioni: ricorso nullo se aspecifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero in un caso di corruzione. La questione centrale era l'utilizzabilità intercettazioni provenienti da un altro procedimento per reati di mafia. Il ricorso è stato ritenuto 'aspecifico' perché si limitava a richiamare una decisione precedente, senza contestare nel dettaglio le motivazioni con cui il Tribunale del riesame aveva escluso la connessione tra i due procedimenti e, di conseguenza, l'utilizzabilità delle prove.
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Scambio elettorale: quando non c’è il metodo mafioso
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di criminalità organizzata, ridefinendo i confini di reati cruciali. La sentenza distingue nettamente lo scambio elettorale politico-mafioso dalla corruzione elettorale semplice, annullando una condanna per il primo a causa della mancata prova dell'uso del metodo mafioso per la raccolta dei voti. Viene inoltre chiarito che la turbata libertà degli incanti non si applica agli affidamenti diretti privi di una procedura di gara. Infine, la Corte annulla con rinvio le assoluzioni per il trasferimento fraudolento di valori, sottolineando che il reato sussiste anche quando lo scopo è agevolare il riciclaggio.
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Utilizzabilità intercettazioni: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM, confermando la decisione del Tribunale del Riesame sull'inutilizzabilità delle intercettazioni. Le registrazioni, ottenute in un procedimento per reati di mafia, non possono essere usate in un separato procedimento per corruzione se manca una connessione sostanziale tra i reati, secondo la vecchia formulazione dell'art. 270 c.p.p. La questione centrale è l'utilizzabilità intercettazioni in procedimenti diversi.
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Scambio elettorale politico-mafioso: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sindaco, sottoposto agli arresti domiciliari, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. La difesa contestava l'utilizzo di intercettazioni provenienti da un altro procedimento e la sussistenza delle prove. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità delle intercettazioni, in quanto indispensabili per accertare un reato grave, e ha ribadito che il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti, ma solo a vizi di legittimità.
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Concorso in corruzione: il ruolo del terzo nel patto
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare per concorso in corruzione a carico dell'amministratrice di una società. Il caso riguarda un patto illecito tra un sindaco e un'azienda fornitrice di servizi, in cui la società della ricorrente, in crisi finanziaria, riceveva subappalti vantaggiosi in cambio dei favori del sindaco. La Corte ha stabilito che anche chi interviene solo nella fase esecutiva del patto, beneficiando dell'utilità e consapevole dell'accordo illecito, risponde di concorso in corruzione, respingendo tutti i motivi del ricorso.
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Associazione per delinquere: il ruolo del fornitore
La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare in carcere per un soggetto accusato di essere un fornitore stabile di un'associazione per delinquere dedita al narcotraffico. La sentenza chiarisce due punti cruciali: l'utilizzabilità delle prove ottenute da autorità estere tramite Ordine Europeo di Indagine (O.I.E.), la cui legittimità non può essere sindacata dal giudice italiano, e i criteri per distinguere un mero fornitore da un vero e proprio partecipe. Secondo la Corte, un rapporto durevole, economicamente rilevante e strutturale per l'operatività del gruppo criminale qualifica il fornitore come membro effettivo dell'associazione.
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Ordine Indagine Europeo: Prove Estere e Difesa
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato in custodia cautelare per favoreggiamento, la cui accusa si basava su chat criptate ottenute dalla Francia tramite un Ordine Indagine Europeo. La difesa contestava la legittimità dell'acquisizione originaria delle prove e la violazione del diritto di difesa. La Corte ha ribadito la piena utilizzabilità delle prove, fondandosi sul principio della presunzione di legittimità degli atti giudiziari esteri e sul fatto che spetta alla difesa l'onere di provare una concreta violazione dei diritti fondamentali, non essendo sufficiente una generica contestazione.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una misura cautelare per reati legati alla criminalità organizzata. La sentenza ha confermato la piena utilizzabilità delle chat criptate acquisite da un'autorità estera tramite Ordine Europeo di Indagine, anche in assenza di una preventiva autorizzazione del giudice italiano. Inoltre, ha ribadito che aiutare un capo clan latitante configura l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, poiché tale condotta rafforza l'intera associazione criminale.
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Patteggiamento reati P.A.: la restituzione è d’obbligo
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di assoluzione emessa in sede di patteggiamento, stabilendo un principio fondamentale: per i reati contro la Pubblica Amministrazione, la richiesta di patteggiamento è inammissibile se l'imputato non ha prima provveduto alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. Questa restituzione è una condizione preliminare e obbligatoria per accedere al rito speciale. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Procura per il proseguimento del procedimento ordinario.
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Prove dall’estero: la Cassazione sui criptofonini
La Cassazione ha confermato la custodia cautelare per un indagato per traffico di stupefacenti, respingendo il ricorso sull'inutilizzabilità delle prove dall'estero. Le chat da criptofonini, acquisite tramite Ordine di Indagine Europeo, sono state ritenute utilizzabili. La Corte ha stabilito che spetta alla difesa l'onere di provare la violazione di diritti fondamentali nel Paese di origine, non potendo il giudice italiano riesaminare la procedura estera.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare, confermando l'utilizzabilità di chat criptate ottenute da autorità estere tramite Ordine Europeo di Indagine (OIE). La Corte ha stabilito che le contestazioni sulla raccolta della prova vanno sollevate nello Stato estero e ha ritenuto attuale il pericolo di recidiva, giustificando la detenzione in carcere.
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Turbata libertà del procedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per due imputati, la condanna è stata annullata per prescrizione del reato. Per un terzo imputato, il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: il reato può configurarsi anche dopo che un bando di gara è andato deserto, se la condotta collusiva interviene nella fase successiva volta a manipolare la scelta del contraente, ad esempio alterando il contenuto di un nuovo bando.
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Fumus commissi delicti: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio, accogliendo parzialmente il ricorso di un indagato. La decisione si fonda sulla carenza del cosiddetto 'fumus commissi delicti', ovvero sulla mancanza di elementi concreti e specifici che giustificassero il sequestro in relazione al reato di associazione per delinquere. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame troppo generica e insufficiente, pur rigettando le altre eccezioni relative all'incompetenza del PM e all'uso di intercettazioni da altri procedimenti come notizia di reato.
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Sequestro probatorio e chat: la Cassazione decide
Un indagato per associazione a delinquere e turbativa d'asta ha impugnato un sequestro probatorio sui suoi dispositivi elettronici, contestando l'incompetenza territoriale e l'uso di intercettazioni da altri procedimenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che le intercettazioni possono essere usate come 'notitia criminis' per avviare nuove indagini. Ha inoltre stabilito che il sequestro probatorio di un dispositivo da parte del P.M. è legittimo, purché l'accesso ai dati avvenga con garanzie processuali, come l'incidente probatorio, nel rispetto della proporzionalità.
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