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Art. 2696 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2696 Codice Civile

Inerenza dei costi: il Fisco tassa il profitto ma nega le spese
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Fisco contestava l'antieconomicità della sua attività e l'inerenza dei costi di ristrutturazione e portierato, recuperando a tassazione maggiori imposte. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'impresa. I giudici hanno rilevato una palese contraddizione nella decisione di secondo grado: non si può escludere l'inerenza dei costi di ristrutturazione delle unità abitative e, contemporaneamente, tassare la plusvalenza generata dalla vendita delle stesse, poiché tali spese hanno chiaramente incrementato il valore degli immobili venduti. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Ripetizione Indebito Bancario: Credito Accertato ma Rimborso Negato
Una correntista ottiene dal tribunale il riconoscimento di un credito di oltre 47.000 euro verso la sua banca per interessi e commissioni illegittime. Tuttavia, la richiesta di restituzione viene negata perché i semplici addebiti sul conto non sono stati considerati 'pagamenti'. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo un principio fondamentale sulla ripetizione indebito bancario. Stabilisce che, dopo la chiusura del conto, anche i versamenti che in precedenza avevano solo 'ripristinato' il fido diventano pagamenti effettivi. Pertanto, il cliente ha diritto a chiedere la restituzione di tutte le somme illegittimamente incassate dalla banca durante il rapporto.
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Onere della prova: dirigente perde in Cassazione
Un dirigente apicale, dopo aver citato in giudizio l'azienda per il pagamento di ferie non godute, si è visto opporre una domanda riconvenzionale per appropriazione indebita. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna. L'ordinanza ribadisce che spetta al dirigente l'onere della prova di non aver potuto fruire delle ferie a causa di eccezionali esigenze aziendali e che la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito non è riesaminabile in sede di legittimità.
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Azione Revocatoria: Assegno come Promessa di Pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28141/2023, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva trasferito la nuda proprietà del suo unico immobile ai genitori. I creditori avevano agito con un'azione revocatoria. La Corte ha confermato che, ai fini di tale azione, un assegno, anche se invalido come titolo di credito, costituisce una valida promessa di pagamento e quindi una prova sufficiente della ragione di credito. Inoltre, ha ribadito che la frode ai danni dei creditori (participatio fraudis) può essere provata tramite indizi, come lo stretto legame di parentela e la permanenza del debitore nell'immobile.
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