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Art. 268 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 268 Codice di Procedura Penale

Inammissibilità ricorso Cassazione: firma digitale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di due ricorsi contro un'ordinanza di custodia cautelare. Un ricorso è stato respinto per un vizio formale, la mancata firma digitale sull'atto inviato via PEC. L'altro è stato giudicato inammissibile per la manifesta infondatezza e genericità dei motivi, chiarendo che l'omessa trasmissione di atti non presentati al G.i.p. non causa l'inefficacia della misura cautelare. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali e sostanziali per l'impugnazione, confermando la validità della custodia in carcere per gli indagati.
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Riconoscimento vocale: la Cassazione conferma validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per estorsione. La sentenza conferma che il riconoscimento vocale effettuato in aula da un operatore di polizia è una prova testimoniale pienamente valida, senza la necessità di seguire le procedure formali della ricognizione di voci o di disporre una perizia fonica. La credibilità del teste è l'elemento chiave per la valutazione del giudice.
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Intercettazioni: la Cassazione sul diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha esaminato ricorsi relativi a condanne per traffico di stupefacenti ed estorsione, basate in gran parte su intercettazioni. La Corte ha rigettato i ricorsi, chiarendo che l'utilizzo di intercettazioni da altri procedimenti è legittimo anche se i decreti autorizzativi vengono resi noti integralmente solo in appello. Secondo i giudici, il diritto di difesa non è violato se viene garantita la piena conoscenza degli atti in una fase successiva del giudizio e se la difesa non dimostra un concreto interesse processuale leso dalla tardiva discovery. La sentenza ha inoltre confermato che l'estorsione si considera consumata con la sola promessa ottenuta con violenza, senza necessità dell'effettivo conseguimento del profitto.
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Registrazione fonografica: prova e non intercettazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il punto centrale della sentenza riguarda l'utilizzabilità di una registrazione fonografica effettuata dalla vittima su impulso della polizia giudiziaria. La Corte ha ribadito che tale registrazione costituisce prova documentale e non un'intercettazione, rendendola pienamente utilizzabile nel processo senza le autorizzazioni specifiche richieste per le captazioni da parte di terzi.
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