Il Professionista, incaricato di redigere la perizia di stima per la scissione parziale di una società, ha intenzionalmente sopravvalutato i beni trasferiti. Questa condotta ha permesso agli amministratori della Società Beneficiaria di realizzare una formazione fittizia del capitale sociale, inducendo in errore una Finanziaria Regionale e una Banca che hanno erogato ingenti finanziamenti prima del fallimento aziendale. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del Professionista per il reato societario e per truffa aggravata. Tuttavia, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna per una delle truffe poiché il reato si è estinto per prescrizione, riducendo la pena di quattro mesi di reclusione. Restano ferme le statuizioni civili di risarcimento del danno in favore dei soggetti truffati.
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