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Art. 2607 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2607 Codice Civile

Caso fortuito: quando la pioggia esonera l’ente?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di danni causati da allagamenti stradali, il **Caso fortuito** non può essere presunto sulla base di semplici testimonianze. Per escludere la responsabilità dell'ente custode ai sensi dell'Art. 2051 c.c., è necessario dimostrare l'eccezionalità e l'imprevedibilità del temporale attraverso dati scientifici e statistici (pluviometrici) di lungo periodo. Nel caso di specie, un automobilista era uscito di strada a causa di un allagamento dovuto alla mancata manutenzione dei canali di scolo; la Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'evento come bomba d'acqua senza un adeguato supporto tecnico-scientifico.
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Azione revocatoria ordinaria: prova e presupposti
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di atti di disposizione patrimoniale gratuiti compiuti da una debitrice in favore dei figli. La sentenza chiarisce che l'azione revocatoria ordinaria richiede solo la prova di un pregiudizio alle ragioni del creditore, inteso come maggior difficoltà nel recupero del credito, anche a causa di semplici modifiche qualitative del patrimonio.
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Azione revocatoria: i presupposti secondo la Cassazione
Un istituto di credito ha intentato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva venduto l'unico immobile di sua proprietà a dei parenti. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, rendendo la vendita inefficace nei confronti del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso degli acquirenti e chiarendo che i legami familiari, uniti ad altri indizi, possono costituire una valida prova presuntiva dell'intento fraudolento (consilium fraudis). La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, ma solo per contestare errori di diritto.
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Recesso contratto di locazione: prova della ricezione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16172/2025, ha rigettato il ricorso di una società conduttrice, stabilendo che il recesso dal contratto di locazione produce effetti solo se il conduttore fornisce la prova dell'avvenuta ricezione della comunicazione da parte del locatore. La Corte ha sottolineato che il recesso è un atto unilaterale recettizio e l'onere della prova grava su chi intende avvalersene. Di conseguenza, è stata confermata la condanna della conduttrice al risarcimento dei danni all'immobile.
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