Un socio illimitatamente responsabile di una società fallita si è visto negare il beneficio dell'esdebitazione dalla Corte d'Appello, a causa della bassissima percentuale (3,97%) di soddisfacimento dei creditori. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il diniego dell'esdebitazione non può fondarsi su un mero calcolo matematico. Il giudice di merito deve invece compiere una valutazione più ampia e complessa, considerando tutte le risultanze della procedura, la condotta del debitore e il principio del "favor debitoris", finalizzato a garantire un "fresh start" all'imprenditore onesto ma sfortunato.
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