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Art. 258 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 258 Codice di Procedura Penale

Prove digitali: come si usano tra diversi processi?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un indagato per reati tributari e autoriciclaggio, la cui misura cautelare si basava su prove digitali provenienti da un altro procedimento. La difesa sosteneva l'illegittimità di tale utilizzo in assenza di un nuovo decreto di sequestro, la violazione delle norme sulla corrispondenza per l'analisi delle chat e l'interruzione della catena di custodia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che i dati digitali, una volta lecitamente acquisiti e selezionati, diventano documenti che possono circolare tra procedimenti. Ha inoltre chiarito che i vizi del sequestro originario devono essere eccepiti tempestivamente e che l'analisi delle chat può essere delegata alla polizia giudiziaria sotto la direzione del PM, senza che ciò costituisca una violazione. L'eventuale interruzione della catena di custodia incide sull'attendibilità della prova, non sulla sua automatica inutilizzabilità.
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Fatture inesistenti: Cassazione rigetta il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riteneva indeducibili i costi basati su fatture inesistenti emesse da una società 'cartiera'. Il ricorso del contribuente è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui la 'doppia conforme' e la mancanza di specificità, e infondato nel merito, ribadendo che il contribuente deve fornire prove concrete dell'effettività delle operazioni, non bastando documenti formali come fatture e pagamenti.
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Sequestro probatorio smartphone: limiti e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro il sequestro di quattro smartphone nell'ambito di un'indagine per droga. La sentenza chiarisce i requisiti per un valido sequestro probatorio di smartphone, sottolineando che non è una ricerca esplorativa se il provvedimento del P.M. circoscrive l'oggetto della ricerca (chat, foto, etc.) e lo collega all'ipotesi di reato, anche senza un rigido limite temporale predefinito. La Corte ha inoltre ribadito che le eccezioni procedurali, come la presunta incompletezza del fascicolo, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Remissione in termini: quando non è giustificata?
Un contribuente ha impugnato tardivamente un avviso di accertamento, chiedendo la remissione in termini a causa di un obbligo di firma e del sequestro di documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. Secondo la Corte, gli impedimenti lamentati non costituivano una causa di forza maggiore idonea a giustificare il ritardo, applicando inoltre il principio della 'doppia conforme' che limita il riesame dei fatti in sede di legittimità.
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