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Art. 257-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 257-bis Codice di Procedura Civile

Prove atipiche: licenziamento legittimo, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente pubblica, accusata di aver ricevuto somme non dovute da alcuni utenti. La decisione si fonda sull'utilizzo di prove atipiche, come le dichiarazioni degli stessi utenti, ritenute valide perché inserite in un quadro probatorio complessivo e discusse nel corso del giudizio, nel rispetto del principio del contraddittorio. La Corte ha stabilito che tali elementi, seppur non formalizzati come testimonianze classiche, possono essere legittimamente valutati dal giudice per accertare i fatti contestati.
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Controlli investigativi dipendente: quando sono leciti?
Un'azienda di trasporti licenzia un dipendente per assenteismo fraudolento, provato tramite un'agenzia investigativa. Il lavoratore contesta la legittimità del licenziamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i controlli investigativi sul dipendente sono ammessi quando vi sia il sospetto di comportamenti illeciti che ledono il patrimonio aziendale e il rapporto di fiducia, come nel caso dei cosiddetti 'furbetti del cartellino', e non per un mero controllo sulla prestazione lavorativa.
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Sanzioni disciplinari pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un assistente tecnico scolastico, confermando la legittimità delle sanzioni disciplinari pubblico impiego ricevute per l'inosservanza dell'orario di servizio. La Corte ha stabilito che la modifica unilaterale dell'orario da parte del dipendente costituisce un inadempimento contrattuale, anche in presenza di una generica previsione di flessibilità nel contratto collettivo nazionale, se non recepita da un accordo decentrato. È stata inoltre respinta l'accusa di comportamento persecutorio da parte del dirigente.
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Licenziamento per insubordinazione: quando è valido
Un lavoratore è stato licenziato per aver gravemente insultato e minacciato un superiore. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per insubordinazione, rigettando il ricorso del dipendente. La sentenza chiarisce che le dichiarazioni scritte di terzi sono ammissibili come prove atipiche e che i precedenti comportamenti del lavoratore, anche se risalenti nel tempo, possono essere considerati per valutare la gravità complessiva della condotta.
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