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Art. 2565 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Società di fatto e debiti ereditari: la guida
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che ha agito contro gli eredi del titolare di un'impresa edile per ottenere differenze retributive e straordinari. Il punto centrale della decisione riguarda la qualificazione giuridica degli eredi che continuano l'attività d'impresa: in tal caso si configura una società di fatto. La Corte ha stabilito che gli eredi non possono essere citati in giudizio come tali (con responsabilità pro-quota), ma devono essere convenuti nella loro qualità di soci (con responsabilità illimitata e solidale). Poiché il lavoratore ha agito contro di loro solo come eredi, è stato confermato il difetto di legittimazione passiva. Inoltre, le richieste su straordinari e inquadramento superiore sono state rigettate per mancanza di prove specifiche e inammissibilità procedurale.
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Accettazione tacita eredità: quando non si configura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva il pagamento di un debito retributivo al figlio della sua ex datrice di lavoro defunta. La Corte ha confermato che non vi è stata accettazione tacita eredità, poiché gli atti compiuti dal figlio, che aveva formalmente rinunciato all'eredità, riguardavano beni di sua proprietà e non beni provenienti dall'asse ereditario.
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Simulazione cessione d’azienda: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento per ritorsione, avvenuto nel contesto di una simulazione cessione d'azienda. I giudici hanno identificato un'operazione fraudolenta, con la creazione di una nuova società e la successiva cancellazione di quella originaria, finalizzata unicamente a eludere i diritti del lavoratore. È stato riconosciuto un 'unico centro di imputazione' del rapporto di lavoro, che ha reso l'operazione societaria un mero schermo giuridico e il licenziamento un atto illegittimo perché basato su un motivo illecito determinante.
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Licenziamento ritorsivo: la Cassazione e la simulazione
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento ritorsivo, avvenuto a seguito di una cessione d'azienda risultata simulata. La Corte ha identificato un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro, superando lo schermo societario creato ad arte per eludere i diritti del lavoratore. La sentenza stabilisce che la creazione di una nuova società e il trasferimento fittizio dell'azienda, finalizzati unicamente a licenziare un dipendente scomodo, costituiscono un'operazione illecita, con conseguente reintegrazione del lavoratore e risarcimento del danno.
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