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Art. 2565 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2565 Codice Civile

Cede il Marchio ma non il Nome: Trasferimento Denominazione Sociale
Una società, a seguito di una scissione, cede a una nuova entità i marchi contenenti il proprio nome patronimico, stipulando poi un contratto per riutilizzarli in licenza. La nuova società sostiene che la licenziataria abbia così perso il diritto originario sulla propria denominazione. La Cassazione ha chiarito che il **trasferimento della denominazione sociale** non è mai implicito nella cessione di un marchio. La denominazione sociale identifica il soggetto giuridico ed è un diritto indisponibile, separato dal marchio che identifica i servizi. L'uso del nome nella denominazione sociale non deriva dal contratto di licenza del marchio, ma da un diritto autonomo e preesistente. La Corte ha quindi dato ragione alla società originaria, annullando la precedente decisione.
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Società di fatto e debiti ereditari: la guida
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che ha agito contro gli eredi del titolare di un'impresa edile per ottenere differenze retributive e straordinari. Il punto centrale della decisione riguarda la qualificazione giuridica degli eredi che continuano l'attività d'impresa: in tal caso si configura una società di fatto. La Corte ha stabilito che gli eredi non possono essere citati in giudizio come tali (con responsabilità pro-quota), ma devono essere convenuti nella loro qualità di soci (con responsabilità illimitata e solidale). Poiché il lavoratore ha agito contro di loro solo come eredi, è stato confermato il difetto di legittimazione passiva. Inoltre, le richieste su straordinari e inquadramento superiore sono state rigettate per mancanza di prove specifiche e inammissibilità procedurale.
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