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Art. 2504-decies Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2504-decies Codice Civile

Responsabilità da scissione e revocatoria fallimentare
La Corte di Cassazione analizza la responsabilità da scissione di una società beneficiaria per un debito restitutorio derivante da un'azione revocatoria fallimentare. Il caso riguarda una società condannata a restituire una quota del valore di crediti ceduti gratuitamente dalla società poi fallita alla società scissa. La Corte ha stabilito che, per affermare la responsabilità solidale della società beneficiaria, è indispensabile accertare che il debito restitutorio sia sorto prima dell'atto di scissione, annullando la decisione precedente per carenza di motivazione su questo punto cruciale.
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Accertamento integrativo: i limiti per il Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate, ribadendo un principio fondamentale: un accertamento integrativo è legittimo solo in presenza di elementi realmente nuovi e non noti in precedenza all'Ufficio. Una semplice rivalutazione di dati già in possesso dell'amministrazione non giustifica un secondo atto impositivo, violando il principio di unicità dell'accertamento. La sentenza sottolinea come, una volta emesso il primo avviso, il potere impositivo del Fisco per quel periodo si consideri 'consumato'.
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Scissione societaria e fondi rischi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22823/2025, ha stabilito i principi fiscali applicabili a una scissione societaria di un'azienda speciale di un ente locale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che un fondo rischi generato durante l'operazione non costituisce una passività fiscalmente dedotta. Di conseguenza, il suo successivo utilizzo non genera una sopravvenienza attiva tassabile, in applicazione del principio di neutralità fiscale. La Corte ha inoltre respinto il ricorso incidentale della società, confermando che gli interessi maturati su contributi pubblici in conto impianti sono tassabili come redditi di capitale.
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Fondo rischi scissione: quando non è tassabile
Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che un fondo rischi scissione, se costituito con risorse già tassate e non da accantonamenti dedotti, non genera una sopravvenienza attiva imponibile quando il suo scopo originario viene meno. Il caso riguardava un'azienda speciale di servizi pubblici che, a seguito di una scissione, aveva creato tale fondo. L'Amministrazione Finanziaria lo aveva ritenuto tassabile, ma la Corte ha dato ragione alla società, sottolineando la natura di 'fondo tassato' e il principio di neutralità fiscale nelle operazioni straordinarie.
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Scissione parziale: fondi non deducibili, no IRES
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'operazione di scissione parziale è fiscalmente neutra. Di conseguenza, i fondi rischi e pensioni creati dalla società beneficiaria non generano reddito imponibile IRES se non sono mai stati dedotti dalla base imponibile. L'Amministrazione Finanziaria aveva erroneamente riqualificato l'operazione come conferimento, ma la Corte ha rigettato tale interpretazione, confermando che i 'fondi tassati' possono essere utilizzati senza ulteriori oneri fiscali.
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Fondo rischi da scissione: quando è fiscalmente neutro
Una società di servizi pubblici, a seguito di una scissione, aveva costituito un fondo rischi. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la neutralità fiscale del suo utilizzo, ma la Cassazione ha chiarito che se il fondo rischi da scissione deriva da una riserva già tassata o fiscalmente irrilevante, il suo successivo impiego non genera reddito imponibile. La Corte ha inoltre confermato la deducibilità ai fini IRAP dell'ammortamento delle aree sottostanti i fabbricati strumentali.
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