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Art. 2500-octies Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 2500-octies Codice Civile

Trasformazione eterogenea: imposta fissa, non prop.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14465/2024, ha stabilito che la trasformazione eterogenea regressiva di una società a responsabilità limitata in una fondazione è soggetta all'imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. Secondo i giudici, tale operazione costituisce una modifica statutaria e non un atto di trasferimento patrimoniale oneroso, rendendo inapplicabile la tassazione più gravosa richiesta dall'Amministrazione Finanziaria.
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Società di comodo: il valore fiscale prevale
La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini della disciplina delle società di comodo, il valore degli immobili da considerare per il "test di operatività" è quello fiscale e non quello civilistico, anche se quest'ultimo è stato rivalutato a seguito di una trasformazione societaria. L'ordinanza sottolinea il principio di neutralità fiscale delle operazioni di riorganizzazione. Tuttavia, ha anche stabilito che mantenere volontariamente un immobile inattivo o concederlo in uso ai soci sono elementi rilevanti per qualificare una società come "di comodo", cassando la sentenza precedente e rinviando per un nuovo esame su questi punti.
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Società di comodo: il test di operatività fiscale
In un caso di accertamento su una società di comodo, la Corte di Cassazione ha chiarito che per il 'test di operatività' prevale il valore fiscale degli asset rispetto a quello civilistico rivalutato, se la rivalutazione deriva da un'operazione fiscalmente neutra. Tuttavia, ha anche stabilito che la scelta di mantenere un immobile inagibile o a disposizione dei soci non lo esclude automaticamente dal test, rinviando il caso per un nuovo esame su questi specifici aspetti.
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Responsabilità liquidatore: la Cassazione attende le SU
L'Agenzia delle Entrate ricorre contro una decisione che annullava un avviso di accertamento notificato al liquidatore di una società cancellata. L'Agenzia sostiene che la società sia stata trasformata, non estinta, e che in ogni caso sussista la responsabilità del liquidatore. La Corte di Cassazione, rilevando una questione pendente dinanzi alle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per attendere tale pronuncia, mettendo in luce il tema cruciale della responsabilità liquidatore.
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Cancellazione società: chi contesta l’avviso fiscale?
La Corte di Cassazione esamina il caso di un avviso di accertamento notificato a una società dopo la sua cancellazione dal Registro delle Imprese. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex liquidatrice per difetto di legittimazione ad agire. La Suprema Corte, riscontrando che la questione è pendente dinanzi alle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la decisione e disponendo l'acquisizione del fascicolo di merito. La questione centrale riguarda la legittimazione dell'ex socio o liquidatore a contestare atti impositivi dopo l'estinzione della società per cancellazione.
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Società cancellata: la notifica all’ex liquidatore
La Corte di Cassazione analizza il caso di un avviso di accertamento notificato all'ex liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che, una volta estinta la società, l'ex liquidatore perde la capacità di rappresentarla in giudizio. Pertanto, il ricorso da lui proposto avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile, non accolto nel merito con l'annullamento dell'atto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame della questione.
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Società cancellata: l’ex liquidatore può ricorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di società cancellata dal registro delle imprese. L'ex liquidatrice di una società estinta non ha la legittimazione per impugnare un avviso di accertamento notificato dopo la cancellazione, a meno che non dimostri un interesse proprio e diretto. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile poiché la ricorrente agiva in qualità di rappresentante di un'entità non più esistente e non aveva adeguatamente provato la sua legittimazione come ex socia.
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