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Art. 25 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 25 Codice Penale

Ricettazione supporti piratati: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per ricettazione di supporti piratati (oltre 2.400 CD e DVD privi di contrassegno SIAE). La Corte ha chiarito che l'obbligo del contrassegno è pienamente in vigore dal 2009 e che la natura commerciale della merce è prova sufficiente del suo contenuto protetto da diritto d'autore. È stato inoltre ribadito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in Cassazione.
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Discarica Abusiva: Confisca anche se l’area è della società
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 682/2024, ha confermato la condanna di un legale rappresentante per la realizzazione di una discarica abusiva su un terreno di proprietà della società da lui amministrata. La Corte ha rigettato la tesi difensiva secondo cui i materiali depositati fossero "End of Waste", specificando che la cessazione della qualifica di rifiuto richiede un'effettiva operazione di recupero, non dimostrata nel caso di specie. Elemento centrale della decisione è la legittimità della confisca dell'area, pur essendo di proprietà della società e non dell'imputato. La Cassazione ha stabilito che la società non può essere considerata "terza estranea" al reato quando l'amministratore agisce nel suo interesse, rendendo la confisca una misura necessaria per prevenire la reiterazione del reato.
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Permesso di costruire illegittimo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di costruzione di un grande edificio commerciale in zona agricola, basato su un permesso di costruire illegittimo. La sentenza chiarisce che, ai fini penali, un permesso macroscopicamente illegittimo equivale a una sua totale assenza, legittimando la condanna per abuso edilizio e l'ordine di demolizione. Viene inoltre affrontata la nullità della procedura di correzione di errore materiale della pena svolta senza contraddittorio, portando all'annullamento parziale della sentenza per uno degli imputati con rideterminazione della pena direttamente in sede di legittimità.
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Limite minimo pena: la Cassazione corregge la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che, a seguito di rito abbreviato per un reato edilizio, aveva condannato un'imputata a 4 giorni di arresto. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il rito abbreviato consenta una riduzione di pena, questa non può mai scendere al di sotto del limite minimo pena assoluto previsto dalla legge per quella specie di sanzione, che per l'arresto è di 5 giorni (art. 25 c.p.). Di conseguenza, la pena è stata rideterminata in 5 giorni di arresto.
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