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Art. 2497-quinquies Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2497-quinquies Codice Civile

Postergazione finanziamento soci nelle cooperative in crisi
Una Società Socia ha richiesto l'ammissione al passivo di una Cooperativa in Liquidazione per finanziamenti erogati e per crediti commerciali derivanti da vendite con lunghi rinvii di pagamento. Il Tribunale ha applicato la postergazione finanziamento soci collocando tali crediti dopo i creditori ordinari. La Corte di Cassazione ha cassato il decreto precisando che la postergazione finanziamento soci prevista per le s.r.l. si applica alle cooperative solo se l'assetto organizzativo concreto assicura al socio un potere informativo analogo a quello previsto per le s.r.l. Non basta la mera conoscenza della crisi, ma occorre verificare la struttura societaria. Le dilazioni commerciali anomale possono integrare finanziamenti atipici postergabili. La causa torna al Tribunale per un nuovo esame dell'organizzazione concreta della cooperativa.
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Postergazione finanziamenti soci: la banca perde il privilegio
Una banca, socia paritetica di una S.p.A. chiusa poi fallita, ha erogato alla società due mutui e una fideiussione a garanzia di un affitto. Il Tribunale ha disposto la postergazione finanziamenti soci per questi crediti, collocandoli in chirografo, poiché concessi in un momento di evidente crisi finanziaria. La banca ha proposto ricorso sostenendo l'inapplicabilità della disciplina della postergazione alle S.p.A. e alle fideiussioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la postergazione si applica anche alle S.p.A. con compagine ristretta e che la fideiussione prestata dal socio rientra tra i finanziamenti effettuati in qualsiasi forma. Di conseguenza, la banca perde la prelazione ipotecaria e viene condannata alle spese di giudizio.
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Eterodirezione societaria: curatore contro socio in Cassazione
Il Curatore Fallimentare di una società in liquidazione ha promosso un'azione legale contro un Socio Amministratore e una Società Correlata. La richiesta riguardava il risarcimento dei danni derivanti da un presunto abuso di eterodirezione societaria e la restituzione di un finanziamento ritenuto anomalo. I giudici di merito hanno respinto le domande, escludendo la legittimazione del curatore ad agire per conto della società e negando che una persona fisica possa esercitare attività di direzione e coordinamento. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici e l'importanza delle questioni sollevate, ha deciso di non emettere una sentenza definitiva. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro.
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Affitto non pagato dal socio? La Cassazione lo declassa a finanziamento postergato
Un socio affitta un immobile alla propria società ma non riscuote i canoni per otto anni. Quando la società fallisce, chiede di essere pagato con priorità. La Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la mancata riscossione sistematica dei canoni equivale a un finanziamento soci postergato. Questo 'prestito indiretto', concesso in un momento di crisi aziendale, deve essere rimborsato solo dopo aver soddisfatto tutti gli altri creditori. Di conseguenza, il credito del socio-locatore perde ogni privilegio e viene declassato, finendo in fondo alla lista dei pagamenti.
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Mandato senza rappresentanza: immobile mai comprato, soldi da ridare
Una società incarica un'altra, tramite un mandato senza rappresentanza, di acquistare un immobile, versandole oltre un milione di euro. La società mandataria, però, non porta a termine l'acquisto né restituisce la somma. Entrambe le aziende falliscono. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici precedenti: la società mandante ha diritto a veder riconosciuto il proprio credito nel fallimento della mandataria. Quest'ultima non è riuscita a dimostrare la sua tesi difensiva, secondo cui l'operazione nascondeva un accordo più complesso e simulato. L'inadempimento del mandato obbliga alla restituzione dei fondi.
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Prededuzione crediti: i limiti in procedure consecutive
La Corte di Cassazione ha escluso la prededuzione crediti per alcuni soci di una cooperativa in liquidazione coatta. I loro crediti, derivanti da un accordo di ristrutturazione del debito poi non onorato, non sono stati considerati 'finanziamenti in esecuzione' dell'accordo, ma l'oggetto stesso della ristrutturazione. Inoltre, la Corte ha ritenuto non provata la 'consecuzione' tra la procedura di ristrutturazione e la successiva liquidazione, negando così il carattere prededucibile dei crediti.
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Iniziativa pubblico ministero: i poteri nel CCII
Una S.r.l. ricorre in Cassazione contro la propria liquidazione giudiziale, contestando l'iniziativa del pubblico ministero. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che, ai sensi del nuovo Codice della Crisi (art. 38 CCII), il P.M. ha un potere ampliato e può agire sulla base di qualsiasi notizia di insolvenza (notitia decoctionis) appresa nell'esercizio delle sue funzioni, anche se relativa a un soggetto diverso. L'ordinanza consolida la legittimità dell'azione del P.M. come strumento di tutela del mercato.
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Legittimazione curatore fallimentare e art. 2497 c.c.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15196/2024, ha stabilito importanti principi in materia di responsabilità da direzione e coordinamento di società. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento del fallimento di una S.r.l. nei confronti di un'altra società e del suo amministratore, che esercitava un'influenza dominante su entrambe. La Corte ha chiarito che la legittimazione del curatore fallimentare ad agire ai sensi dell'art. 2497 c.c. è limitata alla sola azione dei creditori e non si estende a quella della società fallita. Inoltre, ha qualificato l'azione per la restituzione dei finanziamenti anomali (art. 2467 c.c.) come una revocatoria speciale, esperibile solo per i rimborsi avvenuti nell'anno anteriore al fallimento, rigettando la tesi dell'indebito oggettivo per pagamenti anteriori.
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Postergazione finanziamenti soci: quando si applica?
Una società creditrice, cessionaria di un finanziamento erogato da una capogruppo alla sua controllata poi fallita, ha contestato la subordinazione del proprio credito. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la postergazione finanziamenti soci si applica a ogni forma di finanziamento proveniente da chi esercita direzione e coordinamento e che, per beneficiare delle deroghe temporanee, è necessaria una prova con data certa, non essendo sufficienti le date valuta degli estratti conto.
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Postergazione finanziamenti: stop dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che confermava la postergazione finanziamenti erogati da società 'sorelle' a un'altra poi fallita. Il Tribunale aveva erroneamente considerato 'domanda nuova' l'invocazione della norma emergenziale Covid (Decreto Liquidità) che sospendeva tale subordinazione. La Cassazione ha chiarito che il giudice deve applicare d'ufficio la legge vigente (principio 'iura novit curia'), rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Finanziamento discendente e postergazione nel gruppo
La Corte di Cassazione chiarisce che il finanziamento erogato dalla società capogruppo a una sub-controllata, tramite una società intermediaria, è soggetto a postergazione in caso di fallimento. Questa forma di "finanziamento discendente" viene equiparata a un finanziamento soci diretto per evitare l'elusione delle norme a tutela dei creditori. La decisione sottolinea che la sostanza economica dell'operazione prevale sulla forma giuridica, estendendo l'applicazione dell'art. 2467 c.c. ai finanziamenti infragruppo realizzati attraverso una catena di controllo.
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