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Art. 2497-quinquies Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2497-quinquies Codice Civile

Postergazione finanziamenti soci: la banca perde il privilegio
Una banca, socia paritetica di una S.p.A. chiusa poi fallita, ha erogato alla società due mutui e una fideiussione a garanzia di un affitto. Il Tribunale ha disposto la postergazione finanziamenti soci per questi crediti, collocandoli in chirografo, poiché concessi in un momento di evidente crisi finanziaria. La banca ha proposto ricorso sostenendo l'inapplicabilità della disciplina della postergazione alle S.p.A. e alle fideiussioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la postergazione si applica anche alle S.p.A. con compagine ristretta e che la fideiussione prestata dal socio rientra tra i finanziamenti effettuati in qualsiasi forma. Di conseguenza, la banca perde la prelazione ipotecaria e viene condannata alle spese di giudizio.
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Eterodirezione societaria: curatore contro socio in Cassazione
Il Curatore Fallimentare di una società in liquidazione ha promosso un'azione legale contro un Socio Amministratore e una Società Correlata. La richiesta riguardava il risarcimento dei danni derivanti da un presunto abuso di eterodirezione societaria e la restituzione di un finanziamento ritenuto anomalo. I giudici di merito hanno respinto le domande, escludendo la legittimazione del curatore ad agire per conto della società e negando che una persona fisica possa esercitare attività di direzione e coordinamento. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici e l'importanza delle questioni sollevate, ha deciso di non emettere una sentenza definitiva. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro.
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Bancarotta fraudolenta patrimoniale: la svolta della perizia
L'Amministratore di una società controllata, accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, ha impugnato il sequestro preventivo dei suoi beni. L'accusa ipotizzava una distrazione di sei milioni di euro a favore della società controllante, in violazione delle regole sulla postergazione dei finanziamenti dei soci. La difesa ha presentato una perizia tecnica svolta in un parallelo processo civile per dimostrare l'assenza di uno squilibrio finanziario al momento dei fatti. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta definendo la perizia irrilevante senza motivare adeguatamente. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che la perizia civile costituisce un fatto nuovo che supera il giudicato cautelare. Di conseguenza, ha annullato l'ordinanza con rinvio per un nuovo esame.
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Mandato senza rappresentanza: immobile mai comprato, soldi da ridare
Una società incarica un'altra, tramite un mandato senza rappresentanza, di acquistare un immobile, versandole oltre un milione di euro. La società mandataria, però, non porta a termine l'acquisto né restituisce la somma. Entrambe le aziende falliscono. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici precedenti: la società mandante ha diritto a veder riconosciuto il proprio credito nel fallimento della mandataria. Quest'ultima non è riuscita a dimostrare la sua tesi difensiva, secondo cui l'operazione nascondeva un accordo più complesso e simulato. L'inadempimento del mandato obbliga alla restituzione dei fondi.
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Finanziamenti soci bancarotta: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46391/2023, chiarisce la linea di demarcazione tra bancarotta preferenziale e fraudolenta in relazione ai finanziamenti soci. Il caso analizza un complesso intreccio di operazioni finanziarie tra società di un gruppo, culminato nella restituzione di ingenti somme ai soci amministratori prima del fallimento. La Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per alcuni imputati, sottolineando come i giudici di merito non abbiano adeguatamente indagato la reale natura dei versamenti (mutuo o apporto di capitale). Questa distinzione è fondamentale: la restituzione di un finanziamento soci in bancarotta integra la bancarotta preferenziale, mentre la restituzione di un apporto di capitale, che fa parte del patrimonio netto, costituisce una distrazione e quindi una bancarotta fraudolenta. La decisione impone una scrupolosa analisi della volontà delle parti e delle scritture contabili per qualificare correttamente la condotta.
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