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Art. 2492 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2492 Codice Civile

Cessione di azienda e debiti: quando la finta vendita non salva
Una lavoratrice chiede il pagamento di crediti di lavoro alla società che ha acquistato il ramo d'azienda in cui lavorava. La società acquirente si oppone, sostenendo che il debito non era iscritto nei libri contabili obbligatori, come richiesto dall'art. 2560 c.c. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società. I giudici chiariscono che la regola della limitazione di responsabilità nella cessione di azienda e debiti non si applica se manca una reale differenza tra venditore e acquirente (stessi soci e amministratori). In questo caso, essendoci una totale identità di gestione, l'acquirente conosceva perfettamente il debito, che risultava anche dal bilancio finale di liquidazione della società venditrice. La società acquirente deve quindi pagare.
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Danno futuro: prova necessaria per il risarcimento
Una società cita in giudizio il proprio consulente fiscale per errori che hanno generato avvisi di irregolarità. La Cassazione nega il risarcimento per il danno futuro, poiché i ricorrenti non hanno provato, con alta probabilità, che la pretesa fiscale si sarebbe concretizzata in una riscossione effettiva, non essendo sufficiente il solo avviso bonario.
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Giudicato su precetto: preclusione a nuove opposizioni
La Cassazione chiarisce che il giudicato formatosi su una prima opposizione a precetto impedisce di sollevare nuove contestazioni in un'opposizione a un secondo precetto basato sul medesimo titolo esecutivo, anche se con prospettazioni diverse. Il caso riguarda la successione nel debito di una società a seguito di operazioni straordinarie. La Corte ha stabilito che la preclusione del giudicato copre ogni questione sulla titolarità passiva del debito, rendendo il secondo precetto una mera rinnovazione del primo.
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