Un creditore ha citato in giudizio il liquidatore di una società estinta per ottenere il risarcimento del proprio credito non soddisfatto. L'ufficiale giudiziario ha cercato il debitore all'ultimo indirizzo noto. Dopo aver appreso dai vicini il suo trasferimento in luogo sconosciuto, ha eseguito la notifica a persona irreperibile tramite deposito in Comune. Il Tribunale ha condannato il liquidatore contumace. La Corte di Appello ha invece annullato il procedimento, ritenendo superficiali le ricerche sul posto. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto e ha confermato la piena validità della notifica: l'ufficiale ha svolto indagini concrete e verbalizzate. Di conseguenza, l'appello del liquidatore era tardivo e la condanna resta definitiva a favore del creditore.
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