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Art. 2464 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2464 Codice Civile

Aumento di capitale s.r.l.: valida la delibera senza versamento
L'Ordine Notarile ha promosso un procedimento disciplinare contro La Notaia per aver verbalizzato e iscritto nel registro delle imprese una delibera di aumento di capitale s.r.l. senza attestare l'avvenuto versamento immediato del venticinque per cento della quota. Il verbale indicava che i soci avrebbero versato le somme a semplice richiesta degli amministratori. La Corte di Cassazione ha confermato l'insussistenza di illeciti disciplinari. La Corte ha chiarito che l'aumento di capitale s.r.l. si perfeziona con il semplice consenso espresso dai soci al momento della sottoscrizione, trattandosi di un atto consensuale. Il versamento contestuale non costituisce una condizione di validità della delibera e la sua assenza non impedisce l'iscrizione nel registro delle imprese. La Notaia ha agito correttamente e la sanzione disciplinare è stata definitivamente annullata.
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Responsabilità dell’amministratore: socio unico perde col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una contribuente per imposte non pagate da una società a responsabilità limitata. La donna si è difesa sostenendo la propria limitata responsabilità come socio unico. Tuttavia, i giudici hanno accertato che la contribuente rivestiva anche il ruolo di amministratore unico della società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la sua responsabilità. I giudici hanno stabilito che, non avendo la ricorrente contestato correttamente la sua qualità di amministratore nel ricorso, rimane ferma la responsabilità dell'amministratore per i debiti tributari della società. Di conseguenza, la contribuente perde la causa e deve pagare anche il raddoppio del contributo unificato.
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Possesso mediato per usucapione: vince chi controlla, non chi usa
La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto di due terreni per usucapione da parte di un erede, il cui padre aveva esercitato un possesso ultraventennale. Il padre aveva prima trasformato i terreni in un parcheggio e poi li aveva concessi in uso a una società da lui co-fondata per servire una discoteca. La Corte ha stabilito che questo configura un 'possesso mediato per usucapione'. Il padre, agendo come proprietario, ha esercitato il suo potere sul bene attraverso la società. L'erede, continuando tale possesso, ha legittimamente acquisito la proprietà. La decisione chiarisce che non è necessario l'uso diretto del bene, ma è sufficiente manifestare il controllo e la volontà di possederlo come proprietario, anche tramite un soggetto terzo.
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Conflitto di Interessi del Socio: Donazione Valida, Socio Perde
Un socio di minoranza impugna una delibera societaria che approva una donazione di 150.000 euro a una Fondazione, sostenendo un conflitto di interessi del socio di maggioranza, legato alla Fondazione stessa. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Stabilisce un principio fondamentale: per annullare una delibera non basta provare il conflitto di interessi, ma è necessario dimostrare contemporaneamente anche la potenziale dannosità della decisione per la società. La mancanza di anche solo uno di questi due requisiti rende la delibera valida. In questo caso, essendo stato escluso il conflitto, la questione del danno è diventata irrilevante, portando alla sconfitta del socio ricorrente.
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