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Art. 246 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 246 Codice di Procedura Civile

Usucapione di terreni: ricorso respinto in Cassazione
Il Ricorrente ha richiesto il riconoscimento dell'usucapione di terreni agricoli affermando di averli posseduti in modo continuativo. I Proprietari si sono opposti e i giudici di merito hanno respinto la domanda. Il Ricorrente si è rivolto alla Corte di Cassazione, lamentando l'esclusione della testimonianza di suo figlio e la mancata valutazione di un altro testimone. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Ricorrente non ha riportato nel ricorso i capitoli di prova non ammessi, violando il principio di autosufficienza. Inoltre, la Cassazione non può riesaminare le prove già valutate nei gradi precedenti. Il Ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al raddoppio del contributo unificato.
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Ferie non godute e straordinari: azienda condannata al pagamento
Due dipendenti hanno citato in giudizio la società datrice di lavoro per ottenere il pagamento del lavoro straordinario svolto e la spettante indennità sostitutiva per ferie non godute. La Corte di Appello ha accolto le richieste economiche dei lavoratori basandosi sulle dichiarazioni testimoniali, sui fogli di presenza e sui dati riportati nei prospetti paga. Il datore di lavoro ha impugnato la decisione in Cassazione, lamentando l'incapacità dei colleghi a testimoniare reciprocamente e contestando il conteggio delle ferie non fruite. I Giudici di legittimità hanno respinto integralmente il ricorso aziendale. La Corte ha chiarito che il semplice interesse di fatto non rende incapace il testimone e che le buste paga prodotte costituiscono piena prova del mancato godimento del riposo, confermando la condanna della società alle spese di lite.
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Multa contestata: la Cassazione valida la Testimonianza agenti verbalizzanti
Un Cittadino ha ricevuto una multa per violazione del Codice della Strada. Ha contestato il verbale, sostenendo l'incapacità a testimoniare degli agenti verbalizzanti, poiché riteneva avessero un interesse diretto nel giudizio. Il Tribunale aveva rigettato questa eccezione e la contestazione nel merito. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la testimonianza agenti verbalizzanti è valida, in quanto gli agenti non hanno un interesse personale e concreto che li renda incapaci. Inoltre, il ricorso presentava questioni non sollevate nei gradi precedenti e chiedeva una rivalutazione dei fatti, non consentita in Cassazione. Il Cittadino ha quindi perso la causa e dovrà pagare un ulteriore contributo unificato.
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Incapacità a testimoniare: scontro tra garante e usucapione
Il Rivendicatore ha chiesto il riconoscimento della proprietà di un immobile per usucapione, basandosi su una scrittura privata del 1981 e sul possesso continuo del bene. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo nullo l'accordo e attendibile un testimone chiave. Il Rivendicatore ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo l'incapacità a testimoniare del teste, in quanto garante finanziario di una delle parti e quindi portatore di un interesse economico indiretto nella causa. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione e l'assenza di una soluzione evidente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, i giudici non hanno ancora stabilito un vincitore, ma hanno rimesso il processo alla pubblica udienza per un esame più approfondito dei fatti e delle regole di testimonianza.
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Specificità dei motivi di appello: vince la sostanza sulla forma
Un acquirente ha citato in giudizio un'azienda per ottenere la risoluzione del contratto di acquisto di un televisore. Il Giudice di Pace ha accolto la domanda, ma il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'appello dell'azienda per difetto di specificità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che per la specificità dei motivi di appello non occorrono formule sacramentali o la redazione di un progetto alternativo di sentenza. È sufficiente che l'atto individui chiaramente i punti contestati e le ragioni del disaccordo, confutando la decisione di primo grado. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità professionale CAF e ISEE errato
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un contribuente contro un centro di assistenza fiscale. La controversia riguardava la presunta responsabilità professionale CAF per un errore nella compilazione della dichiarazione ISEE, che aveva causato la perdita di una borsa di studio. La Corte ha stabilito che la firma del cliente su una dichiarazione di responsabilità che ometteva i redditi del coniuge esonera il centro da colpe, prevalendo sugli obblighi di assistenza generica.
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