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Art. 2448 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

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Bancarotta fraudolenta: la Cassazione annulla condanna per difetto di prove
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore. Questi era stato condannato per aver distratto beni e occultato scritture contabili, causando il fallimento della sua società. La Cassazione ha evidenziato che la responsabilità per bancarotta fraudolenta per distrazione non può basarsi su una mera presunzione di esistenza dei beni. È necessaria la prova concreta della loro preesistenza. Inoltre, la sentenza di appello non aveva motivato adeguatamente l'elemento del dolo, sia per la bancarotta documentale che per la causazione dolosa del fallimento. La Cassazione ha quindi richiesto un nuovo esame per accertare con maggiore rigore la prova dei beni e l'intenzione fraudolenta dell'imputato.
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Bancarotta fraudolenta: l’ultimo gestore non paga per tutti
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un amministratore societario accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. L'imputato era subentrato nella gestione di una società poco prima del fallimento. I giudici di merito lo avevano condannato basandosi solo sul mancato rinvenimento di beni aziendali e sulla mancata consegna dei libri contabili. La Cassazione ha chiarito che non si può presumere la colpa dell'ultimo amministratore senza dimostrare che gli atti di distrazione siano avvenuti durante il suo mandato. Inoltre, per la bancarotta documentale occorre provare il dolo specifico, ossia l'intenzione di danneggiare i creditori, e non basta la semplice assenza dei registri. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo processo.
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