Il Fallimento di una società ha citato in giudizio gli amministratori e i membri del Collegio Sindacale per gravi irregolarità gestionali e contabili. I sindaci si sono difesi eccependo la prescrizione dell'azione di responsabilità, sostenendo che il termine di cinque anni fosse già scaduto prima dell'avvio della causa, poiché il dissesto era conoscibile fin dal deposito del bilancio del 1998. La Corte d'Appello ha respinto l'eccezione con una motivazione contraddittoria: ha affermato che il bilancio mostrava un equilibrio patrimoniale, ma contemporaneamente ha rilevato l'azzeramento del capitale sociale. I sindaci hanno fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando l'incoerenza logica dei giudici di secondo grado, e ha annullato la sentenza con rinvio per un nuovo esame.
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