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Art. 24 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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Ricusazione giudice: no se rigetta il concordato
Un imputato ha richiesto la ricusazione del giudice d'appello dopo che questi aveva rigettato una proposta di concordato, sostenendo che il giudice avesse anticipato il suo giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il rigetto del concordato è un atto procedurale interno alla stessa fase di giudizio. Pertanto, non costituisce una manifestazione indebita di convincimento che giustifichi la ricusazione del giudice, in applicazione del principio di non incompatibilità "endofasica", che mira a garantire la continuità del processo.
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Droga parlata: condanna senza sequestro è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per detenzione a fini di spaccio di un ingente quantitativo di marijuana (circa 300 kg). Il caso si basa sul principio della "droga parlata", poiché la condanna è fondata principalmente su prove derivanti da intercettazioni telefoniche, senza che la sostanza stupefacente sia mai stata sequestrata. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso relativi alla competenza territoriale e alla mancanza di prove materiali, stabilendo che la ricostruzione dei fatti basata su intercettazioni, se corroborata da altri elementi investigativi (come servizi di osservazione e tracciamenti GPS), è sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza e a provare l'aggravante dell'ingente quantità.
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