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Art. 24 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 24 Codice di Procedura Civile

Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente gestore di edilizia pubblica ha impugnato un avviso di accertamento per TASI relativa all'anno 2014, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: l'esenzione TASI alloggi sociali non era prevista dalla normativa vigente nel 2014. La Corte ha chiarito che, in quell'anno, il tributo era dovuto anche per gli alloggi sociali in quanto la legge mirava a finanziare i servizi indivisibili a carico di tutti i possessori di immobili, senza estendere le esenzioni valide per l'IMU. L'esenzione è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2016.
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Nullità provvedimento giudiziario senza firma relatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un'ordinanza di estinzione del processo emessa da una Corte d'Appello perché priva della firma del giudice relatore. Secondo la Suprema Corte, un provvedimento che, pur avendo forma di ordinanza, decide in via definitiva sul processo ha natura sostanziale di sentenza. La mancanza della sottoscrizione del relatore, richiesta dall'art. 132 c.p.c., costituisce una nullità insanabile, rilevabile d'ufficio, che comporta la cassazione del provvedimento con rinvio al giudice precedente. Questa decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali per la validità degli atti giudiziari.
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Impugnazione ordinanze: quando il silenzio costa caro
Una parte debitrice si opponeva a un precetto per il rilascio di un immobile, sostenendo che un precedente ordine di sospensione dell'esecuzione fosse ancora valido. La sua tesi si basava sulla presunta nullità degli ordini che avevano revocato tale sospensione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la nullità di un provvedimento giudiziario deve essere fatta valere attraverso gli specifici mezzi di impugnazione previsti dalla legge. In assenza di una tempestiva impugnazione delle ordinanze di revoca, queste sono diventate definitive ed efficaci, legittimando la successiva azione esecutiva. Il caso sottolinea l'importanza di contestare tempestivamente i provvedimenti sfavorevoli.
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Incarichi non autorizzati: la Cassazione decide
Un ex dirigente pubblico ha svolto incarichi esterni senza l'approvazione della sua amministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato il suo obbligo di restituire tutti i compensi percepiti, chiarendo che si tratta di una violazione contrattuale del dovere di fedeltà. Questa qualificazione comporta l'applicazione della prescrizione decennale e non quinquennale. La Corte ha stabilito che gli incarichi non autorizzati come Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) in arbitrati rientrano in tale divieto, poiché il CTU agisce come ausiliario privato e non come pubblico ufficiale.
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