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Art. 236 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 236 Codice di Procedura Penale

Remissione di querela in appello: l’aggredito perde il risarcimento
Un Aggredito ha impugnato l'assoluzione di un Aggressore, accusato di lesioni personali, che aveva agito per legittima difesa. Durante il ricorso, l'Aggredito ha presentato una remissione di querela, accettata dall'Aggressore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. La remissione di querela in appello, anche dopo un'assoluzione, implica una rinuncia implicita all'impugnazione per gli effetti civili. L'Aggredito ha così perso la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni in sede penale.
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Reato di minaccia: quando la lite per il gatto costa la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di minaccia a carico di due coniugi. A seguito dell'investimento e della morte del gatto della persona offesa, era nata una violenta discussione. In questo contesto concitato, i coniugi avevano intimato alla donna che le avrebbero fatto fare la stessa fine del felino e che avrebbero fatto di peggio. La Suprema Corte ha chiarito che per la configurabilità del reato di minaccia non occorre che la vittima sia effettivamente intimidita. È sufficiente la potenziale capacità della condotta di incutere timore, valutata anche in base al contesto conflittuale in cui le parole vengono pronunciate. I ricorsi dei coniugi sono stati quindi rigettati.
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