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Art. 2346 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2346 Codice Civile

Buona fede acquisto azioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di privatizzazione societaria. La sentenza analizza i requisiti per l'acquisto di azioni da un non proprietario, focalizzandosi sul concetto di buona fede. Viene chiarito che la controllata di una società non può invocare la buona fede se era a conoscenza dei vizi del contratto originario. Tuttavia, per un successivo acquirente, la mera notizia di un contenzioso pendente non basta a escludere la buona fede. Infine, la Corte stabilisce che i dividendi non sono frutti civili e la loro restituzione segue regole specifiche.
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Litisconsorzio necessario: obbligatorio per tutti i soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9221/2025, ha stabilito che nei contenziosi tributari riguardanti società che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale, sussiste un litisconsorzio necessario tra la società partecipata e i suoi soci. Di conseguenza, un giudizio svoltosi senza la partecipazione di tutti i soggetti interessati è nullo. Il caso riguardava avvisi di accertamento IRES notificati a tre società socie per redditi imputati loro 'per trasparenza' dalla società partecipata. La Corte ha annullato l'intero processo, rinviando la causa al giudice di primo grado per un nuovo giudizio con la corretta integrazione del contraddittorio.
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Cessazione materia contendere: quando è inammissibile?
Un ente locale ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che riconosceva un rapporto di lavoro di fatto con una lavoratrice. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, chiarendo la differenza rispetto a una formale declaratoria di cessazione materia contendere e compensando le spese legali.
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Impugnazione delibera assembleare: i termini decadenza
Un azionista ha citato in giudizio una società per i danni derivanti da un'operazione di aumento di capitale ritenuta 'iperdiluitiva'. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo principale del rigetto è la tardività dell'azione: la domanda di risarcimento danni, legata all'impugnazione della delibera assembleare, deve essere proposta entro il termine di decadenza di 90 giorni previsto dalla legge, termine non rispettato in questo caso.
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Contratto di Espromissione: validità e condizioni
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di espromissione stipulato dai soci di una società per garantire un debito verso una banca. L'accordo era una condizione per l'adesione della banca a un piano di ristrutturazione che prevedeva la rinuncia a quello stesso credito nei confronti della società. La Corte ha chiarito che la rinuncia era efficace solo verso il debitore originario, mentre il debito sopravviveva in capo ai soci espromittenti, preservando la causa del contratto e garantendo il pieno soddisfacimento del creditore.
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