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Art. 2345 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2345 Codice Civile

Conferimento del socio in cooperativa: no a pagamenti in perdita
Un socio di una cooperativa agricola ha richiesto il pagamento di oltre duemila euro per il latte consegnato nel 2010, ottenendo un decreto ingiuntivo. La cooperativa si è opposta, evidenziando che l'anno si era chiuso in perdita e che, per statuto, i pagamenti dipendevano dal bilancio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del socio, stabilendo che il conferimento del socio in cooperativa non è una semplice vendita, ma fa parte del contratto sociale. Di conseguenza, il socio partecipa al rischio d'impresa: se la gestione è in perdita, non ha diritto alla remunerazione, anche se ha emesso fattura. Vince la cooperativa.
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Remunerazione Socio Cooperativa: Diritto al Prezzo o solo all’Utile?
Un socio di una cooperativa agricola in grave crisi finanziaria ha chiesto il pagamento del latte conferito. La cooperativa si è opposta, sostenendo che la remunerazione del socio di cooperativa dipende dall'utile di bilancio e non è un prezzo di vendita garantito. Se il bilancio è in perdita, nessun pagamento è dovuto. La Corte di Cassazione, riconoscendo che la questione è nuova e complessa, non ha emesso una decisione finale. Ha invece rinviato il caso a una pubblica udienza per stabilire se il conferimento del socio sia da considerarsi una vendita, con diritto a un prezzo, oppure un'obbligazione sociale, la cui retribuzione è legata ai risultati economici della cooperativa. L'esito finale resta quindi sospeso.
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Riscatto Azionario: Socio Escluso Vince per un Vizio di Forma
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di riscatto azionario deliberato da un'azienda contro un socio per il mancato raggiungimento di obiettivi di fatturato. Il socio aveva contestato la decisione, lamentando sia la poca chiarezza dei criteri di calcolo sia violazioni procedurali. La Corte, pur non entrando nel merito del calcolo, ha accolto il ricorso del socio. Ha stabilito che il giudice precedente aveva commesso un errore di 'omessa pronuncia', non valutando tutte le contestazioni procedurali sollevate. Di conseguenza, la decisione di esclusione è stata annullata e il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per un esame completo. Vince il socio, ma per un vizio di forma.
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