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Art. 233 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 233 Codice di Procedura Civile

Marciapiede rotto: risarcimento escluso per condotta del danneggiato
Una passante cade a causa di lievi sconnessioni su un marciapiede di proprietà di un'azienda e chiede il risarcimento. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo un principio chiave sulla condotta del danneggiato. Poiché il difetto del marciapiede era pienamente visibile ed evitabile con l'ordinaria diligenza, la caduta, avvenuta in pieno giorno, è stata attribuita esclusivamente alla disattenzione della vittima. Tale comportamento ha interrotto il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, integrando un 'caso fortuito' che esonera il custode da ogni responsabilità. Di conseguenza, nessun risarcimento è dovuto.
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Querela di falso: quando è inammissibile? La Cassazione
Un garante disconosceva la firma su una fideiussione. Dopo una perizia grafologica che confermava l'autenticità, proponeva una querela di falso. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità della querela di falso, se utilizzata come un mezzo per contestare le conclusioni già raggiunte in un procedimento di verificazione della scrittura, ribadendo la distinzione tra i due strumenti processuali e i loro diversi scopi.
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Errore di fatto in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29353/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. La Corte ha chiarito che un disaccordo con l'interpretazione giuridica del giudice non costituisce un errore di fatto revocatorio. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per abuso del processo, sottolineando i rischi di impugnazioni infondate.
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Azione revocatoria: dolo specifico e prova del credito
Una madre agisce in giudizio contro il figlio per la sottrazione di ingenti somme di denaro e contro la nuora per ottenere la revoca di una donazione immobiliare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34446/2025, conferma la decisione di merito, rigettando i ricorsi. La Suprema Corte ribadisce i principi sull'onere della prova nell'azione revocatoria, sulla sufficienza del dolo generico e sul valore probatorio insuperabile del giuramento decisorio.
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Responsabilità professionale avvocato: l’analisi di Cass.
Due legali citavano in giudizio un condominio per il mancato pagamento di compensi. Il condominio, in via riconvenzionale, chiedeva il risarcimento del danno per responsabilità professionale avvocato. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello accoglievano la domanda del condominio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dei legali, confermando la loro condanna e delineando importanti principi in materia di onere della prova, produzione di nuovi documenti in appello e limiti del sindacato di legittimità.
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Cessione di credito: chi ha diritto al risarcimento?
Un soggetto cede a un terzo il proprio diritto a ricevere un immobile. Quando la controparte non adempie, chi può chiedere il risarcimento? La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1790/2025, chiarisce la distinzione tra cessione di credito e cessione del contratto. Con la cessione di credito, il diritto a pretendere la prestazione e a chiedere i danni per il suo mancato ottenimento passa al nuovo creditore (cessionario). Il creditore originario (cedente) perde la legittimazione a chiedere tali danni, pur rimanendo parte del contratto originario.
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