Un socio accomandante di una società ha ottenuto un finanziamento pubblico per favorire l'occupazione di persone disoccupate. Dopo aver incassato l'ultima rata, il socio ha receduto dalla società e ha omesso di informare l'ente finanziatore della modifica della compagine societaria. L'attività è cessata e le attrezzature sono sparite. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per **reato di truffa**. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del socio, ritenendo la motivazione della sentenza d'appello logica e coerente con le prove, confermando così la sua responsabilità.
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