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Art. 2318 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2318 Codice Civile

Sfratto per morosità: il rinnovo non registrato non salva l’inquilino
Una società proprietaria di un immobile ha intimato lo sfratto per morosità a un inquilino professionista. L'inquilino si è opposto, sostenendo la nullità del rapporto per la mancata registrazione dei rinnovi contrattuali successivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'inquilino, confermando lo sfratto. I giudici hanno chiarito che la registrazione del contratto di locazione è un requisito di validità che si riferisce esclusivamente alla registrazione iniziale del contratto. Di conseguenza, la mancata registrazione delle proroghe o dei rinnovi successivi non determina la nullità del contratto di locazione, ma rileva solo sul piano fiscale. L'inquilino è stato quindi condannato al rilascio dell'immobile e al pagamento delle spese di giudizio.
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Bancarotta documentale: guida alla responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta documentale fraudolenta a carico di un socio accomandatario. L'imputato aveva omesso la tenuta dei libri contabili obbligatori, rendendo impossibile la ricostruzione del patrimonio aziendale. La difesa sosteneva un ruolo meramente esecutivo dell'imputato, ma la Corte ha ribadito che la qualifica di socio accomandatario implica doveri di gestione e vigilanza. Per la configurazione del reato in esame è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza che l'irregolarità contabile ostacoli la trasparenza verso i creditori.
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Querela socio accomandante: quando non è valida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9045/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso delle parti civili contro una sentenza di appello che aveva dichiarato l'improcedibilità per un reato di appropriazione indebita. Il fulcro della decisione riguarda la validità della querela presentata da un socio accomandante di una S.a.s. La Suprema Corte ha stabilito che la legittimazione a presentare querela spetta al socio accomandatario, in qualità di legale rappresentante, e non al socio accomandante. Anche se quest'ultimo compie atti di gestione o il suo nome figura nella ragione sociale, ciò estende la sua responsabilità patrimoniale ma non gli conferisce automaticamente la rappresentanza legale per sporgere una valida querela per conto della società. Di conseguenza, la querela del socio accomandante è stata ritenuta inefficace.
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