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Art. 2315 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

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Bancarotta fraudolenta: il ruolo del consulente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per concorso in bancarotta fraudolenta a carico di una consulente contabile. La professionista aveva predisposto un'operazione con cui un'imprenditrice individuale, successivamente fallita, aveva utilizzato le risorse della propria ditta per estinguere i debiti di una società in accomandita semplice di cui era socia. Secondo la Suprema Corte, tale atto costituisce distrazione, poiché anche un'impresa individuale possiede un'autonomia patrimoniale a tutela dei propri creditori. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che distrarre fondi per scopi estranei all'attività d'impresa integra il reato di bancarotta fraudolenta.
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Bancarotta fraudolenta documentale: Dolo e Omissioni
Un amministratore di un'associazione e di una cooperativa, entrambe fallite, viene condannato per vari reati fallimentari, tra cui la bancarotta fraudolenta documentale per omessa tenuta delle scritture contabili. La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 28612 del 2025, annulla la condanna per questo specifico reato. La Corte chiarisce che la completa omissione delle scritture contabili, equiparabile alla loro sottrazione o distruzione, richiede la prova del 'dolo specifico', ovvero l'intenzione di danneggiare i creditori o ottenere un profitto ingiusto. Il tribunale di merito aveva erroneamente applicato il criterio del 'dolo generico', sufficiente solo per la tenuta irregolare dei libri contabili. Il caso viene rinviato per un nuovo esame sulla sussistenza dell'elemento soggettivo.
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